venerdì 3 agosto 2012

bob Dylan new album

Un album in cui "tutto funziona e tu devi credere che abbia senso" anche se non è l'album previsto perché "volevo fare qualcosa di più religioso, ma non avevo abbastanza materiale adatto: quello che volevo fare era un disco intenzionalmente, specificatamente religioso. Il che implica molta più concentrazione per seguire 10 volte lo stesso filo conduttore di quanta ce ne voglia per fare il disco che ho finito per pubblicare". Bob Dylan resta un enigma anche quando parla di Tempest, il suo nuovo album che uscirà l'11 settembre, data simbolica come poche. Non capita spesso di ascoltare un artista che confessa di aver pubblicato un disco diverso, e più semplice da realizzare, da quello desiderato. A pochi giorni dalle dimissioni di Jonah Lehrer, il giornalista del New Yorker reo di aver pubblicato dichiarazioni inventate di Dylan in un suo libro, Mr Zimmermam decide di concedere alcune delle sue rare pubbliche riflessioni a Rolling Stone per un'anticipazione sul 35mo album da studio della sua carriera. Registrato a Los Angeles nello studio di Jackson Browne, insieme con l'abituale touring band, con il bassista Tony Garnier, George G. Receli alla batteria, lo specialista di steel guitar Donnie Herron, i due chitarristi Charlie Sexton e Stu Kimball, più David Hidalgo alla chitarra, violino e accordion, l'album contiene "Roll On John", un toccante omaggio al suo amico John Lennon, significativamente scelto come pezzo di chiusura , "Tin Angel", la "devastante" storia di un uomo in cerca del suo amore perduto, la dolente "Soon After Midnight", un brano sospeso tra amore e vendetta, il duro "Pay in Blood", un pezzo in cui Dylan ripete i versi pieni di oscurità "ho pagato con il sangue ma non era il mio". La title track è una descrizione del disastro del Titanic lunga 14 minuti, dichiaratamente ispirata a "Titanic" della Carter Family, uno dei grandi amori musicali di Dylan. "Una notte stavo giocando con quella canzone, mi piaceva quella melodia, mi piaceva molto. Forse riuscirò ad adattare quella melodia, ma dove avrei potuto andarci?". Alcuni degli elementi del brano sono tipici della vicenda, ci sono figure storiche e l'inevitabile conclusione. Ma non tutto è basato su fatti storici. I ponti della nave sono luoghi dove "il fratello si scaglia contro il fratello: hanno combattuto e si sono sbranati l'uno con l'altro", mentre compare Leonardo Di Caprio, protagonista del film di James Cameron. "Si Leo - dice Dylan - la canzone non sarebbe stata la stessa senza di te. Così come il film". "La gente dirà che la canzone non aderisce alla verità, ma un autore di canzoni non deve curarsi di ciò che è veritiero. Ciò che gli interessa è quello che sarebbe potuto accadere o ciò che avrebbe dovuto accadere. Quello è il suo tipo di verità. E' come la gente che ha letto le opere di Shakespeare ma non l'ha mai viste rappresentate. Credo che usino solo il nome di Shakespeare". Nell'articolo di Rolling Stone viene fatto notare che La Tempesta è stata l'ultima opera scritta da Shakespeare: non sarà che Tempest è l'ultimo lavoro dell'ormai settantunenne Dylan? "L'ultimo lavoro di Shakespeare si intitolava La Tempesta. Non era intitolato semplicemente Tempesta. Il titolo del mio album è Tempest. Sono due titoli differenti". Così parlò Bob Dylan. Fonte:ANSA

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