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sabato 2 aprile 2016

La bicicletta

Sin dalle sue origini la bicicletta fu ampiamente usata dagli strati popolari, non soltanto per motivi di lavoro, ma anche in funzione politica e, nel corso della lotta di Liberazione, per compiere azioni di vario tipo, contro i nazifascisti.
In Italia la paura della bicicletta da parte dei reazionari ha una data certa e molto antica e una firma tanto famosa quanto odiata dalle forze popolari: quella del generale Fiorenzo Bava Beccaris, nelle vesti di Regio Commissario Straordinario, durante i moti del maggio del 1898 a Milano. Oltre ad ordinare una sanguinosa repressione, il generale fece affiggere un manifesto che decretava il divieto nell'intera provincia di Milano della «circolazione delle Biciclette, Tricicli e Tandem e simili mezzi di locomozione».
Più o meno con gli stessi termini, oltre alla minaccia della fucilazione, le forze dell'Asse proibirono durante la loro occupazione del territorio italiano, in funzione anti-partigiana, l'uso della bicicletta. Quel divieto, però, avrebbe significato in città come Milano o Torino, il blocco della produzione, giacché la maggior parte degli operai la usava per recarsi al lavoro e così il provvedimento fu ritirato.
Nell'immediato dopoguerra, la bicicletta fu molto diffusa, specialmente nelle campagne. Per i braccianti era l'unico mezzo di locomozione, usato, oltre che per il lavoro, in occasione di grandi manifestazioni o degli scioperi indetti dalla Lega dei braccianti. In quelle giornate di lotta, masse imponenti si radunavano per impedire ai crumiri di recarsi nei posti di lavoro. Contro le biciclette, appoggiate nelle sponde dei fiumi, si accanivano con particolare durezza, schiacciandole e rendendole inutilizzabili, le camionette della "Celere" di Mario Scelba, una polizia di pronto intervento, utilizzata soprattutto in occasione degli scioperi operai. Questa furia devastatrice non arrestò però lo svilupparsi di grandi battaglie per ottenere migliori condizioni di vita.

venerdì 15 luglio 2011

Arriveranno anche a casa tua

Pensavano di averli sconfitti, di averli uccisi a colpi di pistola, di alcool e di religione, ed invece alcuni sono riusciti a mimetizzarsi, arrivando fino ai nostri giorni. Non li vedi ora,  ma sono tra noi, sommessamente senza dare nell'occhio stanno insegnando alle persone un nuovo linguaggio, un nuovo modo di rapportarsi col pianeta.
Arriveranno anche a casa tua ... e il mondo cambierà.

mercoledì 23 febbraio 2011

Il turismo sostenibile e l’ecoturismo sono le nuove frontiere delle vacanze

A quanto pare a causa della crisi gli italiani che vanno in vacanza non sono più molti ma quelli che vanno sono sempre più esigenti e richiedono dei servizi sempre più specifici.
Dalla BiT di Milano, tenutasi nei giorni scorsi, è venuto subito fuori il fatto che le abitudini degli italiani, o meglio dei vacanzieri, stanno cambiando. Gli italiani per le loro vacanze preferiscono sempre più la natura e son ben otto su dieci gli italiani che hanno dichiarato di voler scegliere il proprio viaggio in simbiosi con la natura e con l’ ecologia. Proprio in base a quest’ ultima caratteristica saranno scelti anche gli alberghi o le strutture in cui passare le proprie vacanze.
Il turismo sostenibile e l’ ecoturismo sono le nuove frontiere delle vacanze e  delle agenzie di viaggio, delle strutture alberghiere che vogliono seguire le tendenze. 
L’ 83% del campione intervistato ha riferito la sua preferenza per vacanze ecosostenibili e quindi per quelle strutture che scelgono di rispettare l’ ambiente con fonti rinnovabili, menù biologici ed eco-pulizia.