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sabato 27 ottobre 2012

SILVIO BERLUSCONI COLPEVOLE !

Silvio Berlusconi condannato: 4 anni per il processo Mediaset

Berlusconi è morto agli occhi degli Italiani

L'ex capo del Governo, imputato di frode fiscale per 7,3 milioni di imposta evasa al netto degli anni coperti da prescrizione, e' stato ritenuto colpevole cosi' come gli allora manager Daniele Lorenzano (3 anni e 8 mesi) e Gabriella Galetto (1 anno e 2 mesi) e il produttore statunitense, suo "socio occulto", Frank Agrama (3 anni): tutti insieme dovranno versare 10 milioni di euro all'Agenzia delle Entrate a titolo di provvisionale.

In piu' l'ex presidente del Consiglio si e' visto interdire per 5 anni dai pubblici uffici e, tra l'altro, per 3 dagli uffici direttivi delle imprese (una pena accessoria che scattera' casomai la sentenza dovesse diventare definitiva).

La severa condanna di ieri di Berlusconi, la quarta in primo grado su 33 processi e che verra' impugnata entro 15 giorni dalla difesa, si fonda, come hanno spiegato i giudici nelle loro motivazioni contestuali, sul fatto che fu lui a ideare, creare e sviluppare il "sistema che consentiva la disponibilita' di denaro separato da Fininvest ed occulto".

Un sistema, quello della compravendita dei diritti tv, "congegnato e strutturato con mezzi e modalita"' da chi aveva "un potere indiscusso e generale" con un "duplice fine": una "imponente evasione fiscale" e la "fuoriuscita" di denaro "a favore di Silvio Berlusconi", il "dominus indiscusso del gruppo" e proprio colui che aveva quel "potere indiscusso" e "necessario per alimentare, ovunque ve ne fosse la necessita', l'operativita' del meccanismo delittuoso".

Insomma l'ex capo dell'esecutivo viene indicato come il principale responsabile di un sistema illegale: e' sua, per i magistrati, "la pacifica e diretta responsabilita"' nello "sviluppo del sistema" che avrebbe portato avanti anche dopo il suo ingresso in politica con "una particolare capacita' a delinquere mostrata nel perseguire il disegno criminoso" e con cui si sarebbe arricchito ai danni dello Stato ma anche del suo stesso gruppo, per altro, truffato.

martedì 22 maggio 2012

#GiovanniFalcone - noi non dimentichiamo

« La mafia non è affatto invincibile. È un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio, e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. » (Giovanni Falcone)



Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – Palermo, 23 maggio 1992) è stato un magistrato italiano. Assassinato insieme alla moglie e alla scorta dalla mafia

mercoledì 9 maggio 2012

lunedì 16 aprile 2012

IQBAL MASIH

Il 16 aprile del 1995 veniva ucciso il piccolo Iqbal Masih. Iqbal era stato venduto dalla sua famiglia per 16 dollari ed era costretto a lavorare, in una fabbrica di tappeti, incatenato al telaio per 14 ore al giorno. Riuscito a fuggire, aveva denunciato lo sfruttamento a cui sono sottoposti, in Pakistan, decine di migliaia di bambini poveri. Continuò a sfidare le continue intimidazioni dei fabbricanti di tappeti, nel gennaio del 1995, partecipò a Lahore ad una conferenza contro la schiavitù dei bambini. Grazie a lui, circa tremila piccoli schiavi poterono uscire dal loro incubo. Era divenuto una bandiera della lotta contro lo sfruttamento minorile, venne assassinato mentre usciva in bicicletta dalla casa di sua nonna. PER NON DIMENTICARE MAI IL SUO ESEMPIO E IL SUO CORAGGIO!

sabato 3 settembre 2011

Carpe Diem

Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo sempre guardare le cose da angolazioni diverse. E il mondo appare diverso da quassù. Non vi ho convinti? Venite a vedere voi stessi. Coraggio! È proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. (Prof. Keating)

« Cogli l'attimo, cogli la rosa quand'è il momento, perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà. »

(John Keating)


dal film "L'attimo Fuggente"
potete trovare altri frasi qui

Il senso di questo post, oggi dopo anni che il film è uscito è soprattutto per ricordare questo capolavoro della cinematografia e anche perché nella vita bisogna saper approfittare dei momenti favorevoli per liberarci da ciò che ormai sta diventando un peso per l'Italia e per il nostro futuro. Cogliamo l'attimo, cacciamo il piduista prima che sia troppo tardi.

martedì 2 agosto 2011

2 Agosto, per non dimenticare gli ASSASSINI. Vi staremo sempre col fiato sul collo

E mi si permetta di non ricordare a testa bassa... ma che questo dolore si trasformi in azione, contro lo Stato stragista, fascista, mafioso...

E non perdoneremo mai se ci sarà sempre questo fitto velo di omertà...


Per tutti loro......

1. Antonella CECI , anni 19
2. Angela MARINO, anni 23
3. Leo Luca MARINO, anni 24
4. Domenica MARINO, anni 26
5. Errica FRIGERIO in DIOMEDE FRESA, anni 57
6. Vito DIOMEDE FRESA anni 62
7. Cesare Francesco DIOMEDE FRESA, anni 14
8. Anna Maria BOSIO in MAURI, anni 28
9. Carlo MAURI, anni 32
10. Luca MAURI, anni 6
11. Eckhardt MADER, anni 14
12. Margret ROHRS in MADER, anni 39
13. Kai MADER, anni 8
14. Sonia BURRI, anni 7
15. Patrizia MESSINEO, anni 18
16. Silvana SERRAVALLI in BARBERA, anni 34
17. Manuela GALLON, anni 11
18. Natalia AGOSTINI in GALLON, anni 40
19. Maria Antonella TROLESE, anni 16
20. Anna Maria SALVAGNINI in TROLESE, anni 51
21. Roberto DE MARCHI, anni 21
22. Elisabetta MANEA ved. DE MARCHI, anni 60
23. Eleonora GERACI IN VACCARO, anni 46
24. Vittorio VACCARO, anni 24
25. Velia CARLI IN LAURO, anni 50
26. Salvatore LAURO, anni 57
27. Paolo ZECCHI, anni 23
28. Viviana BUGAMELLI in ZECCHI, anni 23
29. Catherine HELEN MITCHELL, anni 22
30. John ANDREI KOLPINSKI, anni 22
31. Angela FRESU, anni 3
32. Maria FRESU, anni 24
33. loredana MOLINA in SACRATI, anni 44
34. Angelica TARSI, anni 72
35. Katia BERTASI, anni 34
36. Mirella FORNASARI, anni 36
37. Euridia BERGIANTI, anni 49
38. Nilla NATALI, anni 25
39. Franca DALL'OLIO, anni 20
40. Rita VERDE, anni 23
41. Flavia CASADEI, anni 18
42. Giuseppe PATRUNO, anni 18
43. Rossella MARCEDDU, anni 19
44. Davide CAPRIOLI, anni 20
45. Vito ALES, anni 20
46. Iwao SEKIGUCHI, anni 20
47. Brigitte DROUHARD, anni 21
48. Roberto PROCELLI, anni 21
49. Mauro ALGANON, anni 22
50. Maria Angela MARANGON, anni 22
51. Verdiana BIVONA, anni 22
52. Francesco GOMEZ MARTINEZ, anni 23
53. Mauro DI VITTORIO, anni 24
54. Sergio SECCI, anni 24
55. Roberto GAIOLA, anni 25
56. Angelo PRIORE, anni 26
57. Onofrio ZAPPALÀ, anni 27
58. Pio Carmine REMOLLINO, anni 31
59. Gaetano RODA, anni 31
60. Antonio DI PAOLA, anni 32
61. Mirco CASTELLARO, anni 33
62. Nazzareno BASSO, anni 33
63. Vincenzo PETTENI, anni 34
64. Salvatore SEMINARA, anni 34
65. Carla GOZZI, anni 36
66. Umberto LUGLI, anni 38
67. Fausto VENTURI, anni 38
68. Argeo BONORA, anni 42
69. Francesco BETTI, anni 44
70. Mario SICA, anni 44
71. Pier Francesco LAURENTI, anni 44
72. Paolino BIANCHI, anni 50
73. Vincenzina SALA in ZANETTI, anni 50
74. Berta EBNER, anni 50
75. Vincenzo LANCONELLI, anni 51
76. Lina FERRETTI in MANNOCCI, anni 53
77. Romeo RUOZI, anni 54
78. Amorveno MARZAGALLI, anni 54
79. Antonio Francesco LASCALA, anni 56
80. Rosina BARBARO in MONTANI, anni 58
81. Irene BRETON in BOUDOUBAN, anni 61
82. Pietro GALASSI, anni 66
83. Lidia OLLA in CARDILLO, anni 67
84. Maria IDRIA AVATI, anni 80
85. Antonio MONTANARI, anni 86


E per i 200 feriti... e per la Democrazia Italiana, ammazzata quello stesso 2 agosto 1980 a Bologna


Verità è Libertà!

mercoledì 29 giugno 2011

NO TAV- lettera aperta al Ministro Maroni


Onorevole Ministro degli Interni Roberto Maroni,
Le scriviamo in merito alla difficile situazione che da vent’anni a questa parte si è venuta a creare in Valle di Susa a causa del progetto ad alta velocità Torino-Lione meglio conosciuto come TAV.
Fin dagli inizi era parso subito chiaro a tutti la grande contrarietà della popolazione e degli amministratori locali, ma la politica nazionale noncurante di numerosissime pacifiche manifestazioni di piazza con decine di migliaia di partecipanti fin da subito di diversi schieramenti partitici, ha sempre confidato in un addomesticamento che prima o poi avrebbe aggiustato le cose.


Ma è difficile addomesticare un popolo abituato a pensare, avido di conoscere partecipando a centinaia di riunioni pubbliche con tecnici esperti; sensibile durante le veglie di preghiera, i momenti culturali, i concerti e gli spettacoli teatrali no tav; desideroso di partecipare in prima persona in una comunità viva e di autodeterminare il proprio futuro. Un popolo fatto di famiglie, pensionati, studenti, operai, imprenditori,disoccupati, contadini e anche giovani dei centri sociali.


Una sinistra troppo sicura di sè, convinta che il movimento NO TAV stesse comodamente sotto il suo cappello e una destra miope che ha puntualmente avvallato questa tesi hanno portato una valle intera a trovarsi praticamente, o forse per scelta, orfana di rappresentanza politica.


La nascita di molte liste civiche è stato il naturale evolversi di una necessità impellente di trovare uno spazio rappresentativo e di partecipazione più diretta.


In quasi vent’anni il movimento no tav è cresciuto nei numeri e nella consapevolezza di essere nel giusto, grazie alla formazione-partecipazione alla quale la cittadinanza è stata costantemente stimolata. Da parte dei vari governi si è tentato in ogni modo di ridurre il problema a mera questione di ordine pubblico , invocando la volontà di una maggioranza silenziosa nei confronti di qualche centinaio di facinorosi anarco-insurrezionalisti. Pacchi bomba, proiettili, incendi ai presidi e lettere anonime provenienti da quella fogna primordiale fatta di menti malate, deviate (e l’ aggettivo non è casuale) o malavitose sono sempre giunti a destinazione con tempismo perfetto a supportare la tesi che vorrebbe il popolo no tav come un movimento eversivo.


Ma i fatti dimostrano che la “minoranza di qualche centinaio” diventa nei momenti importanti, spontaneamente, senza bisogno di nessuna organizzazione o ordine pre-organizzato, come se fosse la cosa più normale da fare , una massa di decine di migliaia di persone indignate in grado di prendere decisioni collettive e condivise.


Un meccanismo che a distanza di vent’anni stupisce ancora tutti noi.


Viceversa la famosa “maggioranza silenziosa” invocata dai vertici dei principali partiti di centro- destra e centro-sinistra assieme a Confindustria e unione industriali non ha mai dimostrato –nonostante la grande copertura mediatica - di riuscire a creare eventi dai numeri importanti a favore del tav. La manifestazione si tav tenutasi al Lingotto di Torino l’ anno scorso non è neppure stata capace di accogliere sotto lo stesso tetto tutti i politici torinesi favorevoli all’ opera. L’ ultima manifestazione a favore dei cantieri e dei “presunti” posti di lavoro tenutasi a Susa alcune settimane fa ha registrato circa 200 partecipanti di cui poche decine della val di Susa.


A difesa della maggioranza silenziosa si invoca anche la rappresentanza dovuta al mandato elettorale.


Gli ultimi esiti referendari , dimostrano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, che spesso l’ elettore è costretto a scegliere il “meno peggio” e che dare il proprio voto non significa avvallare il programma elettorale in toto.


Il Governo, infatti era convinto che il programma nucleare fosse già stato metabolizzato e accettato al momento del voto, ma evidentemente non è stato così.


Chi aveva appoggiato questo governo quindi aveva digerito obtorto collo molte cose, che poi alla prima occasione tramite i quesiti referendari hanno riportato i nodi al pettine.


La stessa cosa è successa con governi diversi , nazionali, regionali o provinciali. Il cittadino attivo è quindi costretto a partecipare in modo diretto per far sentire la propria voce a un parlamento che pare blindato e orientato al pensiero unico. In molti si chiedono quanto potrà ancora durare questo scollamento tra la base e i vertici. Ma è sufficientemente chiaro che una gran parte del popolo che si riconosce nel PD, PDL, UDC, Italia dei valori, Lega ecc. nutre dubbi sempre più ampi sulla reale utilità delle grandi opere, sui problemi ambientale e sanitari da essi create e sulla loro copertura di spesa. Eppure i vertici istituzionali sono ( tranne rarissime eccezioni) favorevoli praticamente all’ unanimità; ma come è possibile questo?


Dove sbagliano, Sig. Ministro , i valsusini , i piemontesi, gli italiani tutti a voler difendere la propria terra, i beni comuni e il denaro pubblico dall’ assalto delle mafie che notoriamente vivono di movimento terra?


Abbiamo ragione oppure no a difendere ad ogni costo il diritto alla salute dopo che nel progetto della tratta internazionale troviamo scritte le parole testualmente riportate ?


Pagina 187 del documento” Sintesi non tecnica” capitolo 11.3.11 in riferimento al particolato (PM10) si legge: “Dall’ esame della modellizzazione dei dati di concentrazione in fase di cantiere si evince inoltre un incremento…….…..Tali incrementi giustificano ipotesi di impatto sulla salute pubblica di significativa rilevanza soprattutto per le fasce di popolazione ipersuscettibili a patologie cardiocircolatorie e respiratorie che indicano incrementi patologici dell’ ordine del 10% rispetto ad incrementi della concentrazione di quanto qui ipotizzato”.


Le facciamo notare, che non è un dato allarmistico dei comitati no tav, ma una nota scritta nel progetto da chi il TAV lo sta progettando e quindi lo vuole!!! E dobbiamo comunque ringraziare i tecnici progettisti che hanno riempito il progetto di note di attenzione su centinaia di problemi ambientali, sanitari, idraulici ecc. ecc.


Quanto è vergognoso che in ogni documento favorevole all’ opera viene citato l’ “accordo di PraCatinat” come alto esempio di concertazione con il territorio grazie alla mediazione dell’ Architetto Virano, quando tutti ( in Val Susa) sanno che il termine accordo è assolutamente falso? Infatti tale documento non è mai stato firmato da nessun Sindaco né deliberato in nessun Consiglio Comunale o Giunta!


La popolazione è sempre più partecipe perché si tiene costantemente informata di questi gravi fatti.


In quanti hanno la percezione reale del costo della Torino-Lione in rapporto ai nuovi posti di lavoro creati ?


Nel progetto della tratta nazionale tale numero è stimato in circa 1200 unità. Negli ultimi 20 anni in valle e cintura si sono persi migliaia di posti di lavoro: la politica quanti €. ha speso per salvarli? Ora si vogliono spendere 20 miliardi di €. per creare 1200 posti di lavoro; ovvero oltre 16 milioni di € per ogni nuovo posto di lavoro creato!! Qualsiasi imprenditore medio della ricca padania sarebbe in grado con la stessa cifra di crearne a centinaia di posti di lavoro!


20 miliardi di €. investiti nell’ edilizia residenziale pubblica di ultima generazione ad alto risparmio energetico corrispondono a circa 10 milioni di metri quadrati di appartamenti che sarebbero in grado di ospitare 400.000 persone.


Queste sono le cose a cui si rinuncia per pagare il tav che indebiterà le future generazioni per un’ opera inutile.


In alternativa quante migliaia di piccole – medie opere pubbliche si potrebbero aprire in tutta la valle, in tutto il Piemonte, in tutta l’ Italia per mettere in sicurezza le sponde dei fiumi, le frane che incombono sui centri abitati , gli edifici pubblici a rischio amianto e terremoto. Tutto ciò fin da subito, creando posti di lavoro diffusi su tutta la nazione e governabili dagli enti locali al fine di evitare i sub-sub-sub appalti terra fertile per le infiltrazioni mafiose.


Perché si vuole relegare il concetto di Resistenza all’ interno dei libri scolastici o peggio sotto le fondamenta di statici monumenti cittadini, quando è possibile farlo rivivere nel quotidiano e praticarlo ( senza più bisogno di armi , per fortuna) a difesa della propria terra, cultura, diritti fondamentali, risorse?


Il 19 dicembre 1943 , alcuni autorevoli esponenti della Resistenza antifascista piemontese firmavano in semi-clandestinità la “Carta di Chivasso” dove si anticipavano di oltre cinquant’anni alcuni concetti molto cari a Lei ed a una buona parte del suo elettorato.


Ora , sempre più spesso la si sente evocare a proprio uso e consumo a seconda delle necessità purché “non si disturbi il manovratore”. Sarà un caso che le frasi : “ Resistere, resistere, resistere “ e “padroni a casa nostra” pur nella loro profonda diversità hanno fatto la loro comparsa quasi contemporaneamente negli striscioni spontanei appesi alla Maddalena di Chiomonte? Ormai è un fatto conclamato che il movimento no tav si arricchisca nella diversità.


Terminiamo questa nostra lunga lettera chiedendole, Sig. Ministro, di non dare l’ ordine di sgomberare con la forza gli uomini e le donne della Valle di Susa, del Piemonte e dell’ Italia che quotidianamente e con orgoglio difendono i propri ideali e i beni comuni: la terra, la salute,l’ acqua,l’aria e – non ultimo- il denaro pubblico.


Distinti saluti


Valle di Susa, 25 giugno 2011


Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone

sabato 5 marzo 2011

Berlusconi contestato a Helsinki

Berlusconi contestato a Helsinki

"Giù le mani dalla nipote di Babbo Natale" e "Qui il baciamano non funziona": questi i cartelli che oggi pomeriggio il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha trovato ad accoglierlo a Helsinki per il vertice dei leader del Partito popolare europeo.
A contestarlo, più o meno una cinquantina di persone, per lo più italiani, che stazionavano nei pressi dell’hotel che ospita la riunione. Con loro anche due gruppo che protestano contro il governo finlandese e contro l'Unione europea.
Tra gli striscioni spiccava decisamente uno con l'immagine del premier, ritratto in abito scuro, e la scritta in rosso “Don Silvio” con una chiara allusione al film “Il padrino”. Dalla folla anche alcuni cori che paragonano il premier italiano al leader libico.