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lunedì 5 maggio 2025

Progresive Rock: " Suoni per la mente

 

Progressive Rock: “Suoni per la mente”

Progressive Rock: il suono che accende il pensiero
Progressive Rock: il suono che accende il pensiero

Nel panorama musicale dominato da canzoni usa-e-getta, refrain costruiti a tavolino e ritmi appiattiti per essere “radio friendly”, il Progressive Rock resta un baluardo di resistenza artistica, un atto di ribellione culturale e spirituale. Non è solo un genere musicale: è un linguaggio, un viaggio mentale, un’esperienza di ascolto profonda che stimola la riflessione, accende il pensiero e apre finestre su nuove angolazioni della realtà.
Nato alla fine degli anni ’60, il prog (come viene affettuosamente chiamato dai suoi appassionati) ha rotto gli schemi del mercato musicale: non si piega alle regole della fruizione veloce, rifugge i brani da tre minuti confezionati per la radio, e spesso costruisce interi album come suite narrative, dove ogni canzone è un capitolo inscindibile dell’opera. Interrompere l’ascolto è come chiudere un libro a metà di una frase.

“Progressive: Il Pensiero in Musica” - L'arte di pensare con le orecchie

La forza del progressive sta nella sua capacità di fondere linguaggi: musica classica, jazz, elettronica, psichedelia e rock si contaminano in strutture complesse, tempi dispari e arrangiamenti elaborati. Ma ciò che rende questo genere davvero unico è la sua missione: non solo intrattenere, ma comunicare, raccontare, interrogare. Le band progressive non cantano (solo) d’amore o disimpegno: parlano di scienza, religione, ecologia, esistenza, futuro, società. Raccontano la solitudine dell’uomo moderno, l’alienazione, il sogno e la distopia, spesso anticipando temi che solo anni dopo diventano parte del dibattito pubblico.
Ascoltare prog significa dedicare tempo alla musica, come si fa con un film d’autore o un romanzo denso. È un invito all’ascolto attivo, non passivo. È allenare la mente alla complessità, al dubbio, al pensiero critico. In un’epoca in cui tutto ci spinge alla semplificazione estrema, alla distrazione costante e all’omologazione del gusto, il progressive rock è resistenza culturale.

“Album come Mondi: Iconografia del Progressive” - Copertine come opere d'arte

Non è un caso se molte copertine prog siano diventate iconiche. Basti pensare ai lavori visivi di Roger Dean per gli Yes o alle visioni oniriche delle copertine dei King Crimson. Ogni album è pensato come un’opera d’arte totale, dove musica, testo e immagine si fondono in una narrazione coerente e potente. L’ascoltatore viene immerso in un mondo sonoro e visivo, dove nulla è lasciato al caso.

Un genere non per tutti. E proprio per questo necessario.

Il progressive rock è raro in radio, nei talent, nelle playlist che scorrono sui social. È un genere “scomodo”, perché non ammicca, non si lascia semplificare, non si consuma in fretta. È musica “colta” nel senso più nobile: chiede all’ascoltatore di essere parte attiva, di mettere in gioco l’attenzione e le emozioni, e in cambio offre intuizioni, bellezza, visioni.
Oggi meno si pensa, più si è manovrabili. In questo contesto, il prog è un gesto politico, una dichiarazione di indipendenza dell’intelletto. Non serve solo alle orecchie, ma nutre la mente. E nel suo essere minoritario, trova la sua forza.
Perché se c’è una musica che può ancora cambiare il modo in cui guardiamo il mondo, quella musica è – senza dubbio – il Progressive Rock.

giovedì 2 giugno 2016

Mechanical Butterfly - The Irresistible Gravity

sabato 17 gennaio 2015

Una radio che nasce dal basso.... aperta a tutte le idee.

venerdì 21 novembre 2014

History Music: King Crimson - Lizard

Lizard - King Crimson
Lizard è un album molto difficile, sperimentale, con influenze cameristiche, jazz elettrico alla maniera di Miles Davis e free alla maniera di Keith Tippett. E' stato spesso considerato un disco minore, un'opera di passaggio tra due grandi capolavori (in the court of The Crimson King e Lark's Tongues in Aspic), tuttavia a mio giudizio questo album è un capolavoro a partire dalla copertina e dalle sonorità svariegate e stupefacenti che non finiscono mai di sorprendere e annoiarvi durante l'ascolto.Esemplifica a meraviglia le due componenti principali sulle quali Fripp stava lavorando, rock progressivo e free jazz. L'album contiene anche alcune delle più complesse e allusive parole di Pete Sinfield, che qui ricopre il ruolo di "filtro elettronico" alla Brian Eno, applicato soprattutto alla voce di Haskell. Dal sestetto di Tippett arrivano due importanti pedine, Mark Charig ( tromba) e Nick Evans ( trombone). Dall'orchestra della BBC l'oboista Robin Miller. Le loro parti furono registrate a frammenti brevi e poi inserite nei master. La title track è una lunga suite cameristica di memorie medievali, in quattro movimenti, ( e vari sottomovimenti) : parte in maniera molto classica, con la voce di Jon Anderson degli Yes e un bel Bolero, ma poi vira gradualmente verso il jazz e al free. E' anche il brano più melodico del disco. Lady Of The Dancing Water, che riporta precedenti momenti romantici come I Talk To The Wind e Cadence And Cascade, qui ha tutt'altro effetto. La copertina molto elaborata, ispirata ai è ispirata alle cosiddetti Lindisfame Gospels, affidata ancora una volta al giovanissimo artista Gini Barris, rappresenta le miniature del Book of Kells, manoscritto irlandese risalente al IX secolo. Si tratta di una raccolta dei Vangeli canonici in lingua latina con decorazioni e illustrazioni assai raffinate, considerata una vera e propria opera d'arte. Tra le lettere del nome «KING» sul retro e «CRIMSON» sulla parte anteriore, compaiono alcune scene, suggerite da Sinfield, relative ai testi delle canzoni. Ad esempio, all'interno della lettera «C» compaiono i personaggi del primo brano Cirkus; la lettera «R» racchiude la Lady of the Dancing Water; la «I» di colore verde raffigura i Beatles, di cui parla Happy Family; mentre la «S» illustra Indoor Games.
Ma sicuramente è la lunga suite Lizard il pezzo più importante dell’album. I versi sono assai criptici e di difficile interpretazione, ma alcuni elementi possono aiutarci a coglierne almeno in parte il significato.
Il primo movimento, cantato da Jon Anderson, si intitola Prince Rupert Awakes («Il Principe Rupert si risveglia»). Il protagonista qui è Rupert duca di Cumberland (Praga 1619 - Londra1682), conte palatino del Reno e duca di Baviera, detto «il Principe». Dopo varie vicissitudini si pose al servizio del re Carlo I d'Inghilterra, suo zio, diventando prima un abile generale e successivamente comandante della flotta. Fu fondatore della Royal Society e negli ultimi anni di vita si occupò di arte (incisioni) e di esperimenti di chimica 38. Viene inoltre ricordato per aver fatto conoscere al re nel 1640 quelle che da allora sono note come le «gocce del Principe Rupert». «Queste particolari gocce vengono ottenute facendo gocciolare del vetro fuso in acqua, dove raffredda immediatamente. Questa tempra estrema provoca enormi tensioni nel vetro che danno origine alle loro particolari proprietà, come ad esempio la possibilità di resistere a martellate date sulla parte bulbosa della goccia. Invece anche un piccolo graffio sulla "coda" provoca il rilascio dell'enorme energia accumulata, causando l'esplosione del vetro in una fine polvere. Se il meccanismo che è alla base della tempra del vetro non era noto prima del XX secolo, l'effetto è invece conosciuto da secoli. Le gocce venivano impiegate come scherzo: il re faceva tenere nel palmo della mano le gocce per la parte bulbosa, dopodiché rompeva la coda provocando una piccola esplosione che lasciava stupefatta la vittima dello scherzo»

Anche il Principe Rupert compare nell'illustrazione e precisamente nella lettera «N», ma in maniera del tutto ironica. La scena mostra quello che sarebbe stato il super-gruppo rock che Gini Barris sognava: Jimi Hendrix alla chitarra, Ginger Baker (dei Cream) alla batteria, e al flauto Dave Wade, futuro marito di Gini. E nel cielo spunta un celebre personaggio di storie per bambini, l'orsetto Rupert, che saluta da un aeroplanino.
Il testo parla di una trasformazione alchemica, di una ricerca verso l'illuminazione interiore compiuta dal protagonista. Nell'Alchimia, questo processo passa attraverso varie fasi, da tre a dodici a seconda delle varie scuole di pensiero, ciascuna associata ad un colore e caratterizzata da uno o più animali-simbolo.

L'album è composto da 6 brani
1. Cirkus
2. Indoor Games
3. Happy Family
4. Lady Of The Dancing Water
5. Lizard Part. I
6. Lizard Part. II




Buon Ascolto... 

domenica 6 luglio 2014

Un po' di King Crimson e un po' di Genesis in un Calm Quiet Prog

King Crimson e Genesis, da ascoltare.


01.Peace (A Theme) - King Crimson
02.Cadence and Cascade - King Crimson
03.Matte Kudasai - King Crimson
04.Cuckoo Cocoon - Genesis
05.Book Of Saturday - King Crimson
06.I Talk to the Wind - King Crimson
07.Horizons - Genesis
08.Moonchild - King Crimson
09.The Sheltering Sky - King Crimson
10.The Carpet Crawlers - Genesis
11.Peace - An End - King Crimson

martedì 5 febbraio 2013

RadioCodaRitortaLive!

Sabato 23 Febbraio 2013 alle ore 19.45 venite alla festa di RadioCodaRitorta. Ci sarà Musica di alta qualità. Si potrà ballare al ritmo del rock. ma anche stare in silenzio ad ascoltare ogni singolo suono o chiaccherare con il vicino di merenda. Sono graditi cibi e bevande per socializzare meglio :-) Durante la serata verranno proiettate le migliori copertine del progressive rock e altre curiosità estemporanee. Per sostenere le spese del locale, l'offerta per l'evento è libera. La festa si svolgerà presso LA LUNA NUOVA di VIA MONTE POPERA 5 a MILANO ROGOREDO

domenica 16 settembre 2012

King Crimson - 21st Century Schizoid Man


i musicisti  che suonano qui in questo video sono:
Robert Fripp - chitarra
John Wetton - basso e voce
David Cross - tastiere e mellotron
Bill Bruford - batteria e percussioni

La formazione che invece diede vita ai King Crimson fu:
(I Formazione)
Robert Fripp: Guitars
Ian McDonald: Reeds, Woodwind, Vibes,Keyboards, mellotron, vocals
Greg Lake: Bass, Lead Vocal
Michael Giles: Drums, Percussions, Vocals
Peter Sinfield: Words & Illumination
fonte: Canale Musica RecSando 


In The Court Of The Crimson King il primo album dei King Crimson si apre con questa canzone contro la guerra "21st Century Shizoid Man".
L'album che si apriva con questa canzone rappresenta per molti la nascita del movimento progressive rock (i temi sono stati ripresi da tanti gruppi progressive, a cominciare dai Genesis) ma definirlo solo come pietra miliare è sicuramente riduttivo.
Il Re Cremisi, per chi non ne fosse a consocenza, altro non era che Federico II di Svevia, il primo uomo moderno, il nemico della Chiesa (non per niente fu proprio quest'ultima a trovargli quell'affettuoso soprannome dal sapore mefistofelico).

21st Century Schizoid Man, ovvero "Uomo schizoide del ventunesimo secolo" ha questo bellissimo testo contro la guerra.

Cat's foot iron claw
Neuro-surgeons scream for more
At paranoia's poison door.
Twenty first century schizoid man.

Blood rack barbed wire
Politicians' funeral pyre
Innocents raped with napalm fire
Twenty first century schizoid man.

Death seed blind man's greed
Poets' starving children bleed
Nothing he's got he really needs
Twenty first century schizoid man.

e tradotta in italiano dice pressapoco così:
Zampa di gatto, artiglio di ferro
Neuro chirurghi urlano a lungo
Alla porta velenosa della paranoia
Uomo schizoide del ventunesimo secolo.

Sangue tortura filo spinato
Rogo funebre di politicanti
Innocenti violentati dal fuoco del napalm
Uomo schizoide del ventunesimo secolo.

Seme di morto, cupidigia del cieco
Affamati figli di poeti sanguinano
Nulla di ciò che ha gli serve realmente
Uomo schizoide del ventunesimo secolo.

Steve Hackett - Genesis Revisited II



Esce il 22 Ottobre 2012 l'ultimo album di 
Steve Hachett "Genesis Revisited II"



Il 26  ottobre è prevista l'uscita in Italia) “Genesis Revisited II”,Steve rivisita canzoni della sua prima band e alcune della sua carriera solista legate però a doppio filo all’esperienza Genesis.
Genesis Revisited II sarà in vendita in doppio cd ad edizione limitata o in vinile (4 LP + 2 CD!).
Questa la scaletta (quasi due ore e mezza di musica!).

CD 1:
The Chamber of 32 Doors
Horizons
Supper’s Ready
The Lamia
Dancing With The Moonlit Knight
Fly On A Windshield
Broadway Melody of 1974
The Musical Box
Can-Utility And The Coastliners
Please Don’t Touch
CD 2: Blood On The Rooftops
The Return Of The Giant Hogweed
Entangled
Eleventh Earl Of Mar
Ripples
Unquiet Slumbers For The Sleepers …
... In That Quiet Earth
Afterglow
A Tower Struck Down
Camino Royale
Shadow Of The Hierophant
Davvero incredibile ed entusiasmante è la collaborazione con altri musicisti d'eccellenza della scena prog internazionale che accompagnano Steve Hackett in questa rivisitazione: Nad Sylvan (cantante del gruppo Unifaun), Steven Wilson (chiatarrista e cantante dei Porcupine Tree e di altri innumerevoli gruppi, clicca qui per approfondire), Nik Kershaw, Simon Collins ( un musicista con cui Steve Hachett collaborò nel passato suonando in U-Catastrophe by Simon Collins (2008) nella prima canzone del disco), Francis Dunnery, John Wetton, Mikael Akerfeldt,(Opeth) Neal Morse fra gli altri, mentre alla chitarra Steve chiede aiuto a Steve Rothery  (Marillion) e Roine Stolt , John Hackett, Jakko Jakszyk ( 21st Century Schizoid Man e King Crimson Projeckt)
21st Century Schizoid Band
21st Century Schizoid Band
21st Century Schizoid Band
Altrettanto interessante l’artwork, corredato dalle bellissime fotografie interne di Maurizio e Angéla Vicedomini, autori anche della copertina.
Genesis Revisited II sarà portato in tour l’anno prossimo.

martedì 12 giugno 2012

Clockwork angels - Rush - 12 Giugno 2012

I Rush sono un gruppo rock canadese formatosi nel 1968 nella città di Toronto, Ontario, Canada. Il gruppo è composto da Geddy Lee (basso/tastiere/voce) Alex Lifeson (chitarra) e Neil Peart (batteria e testi). Tra il 1968 e il 1974, la band ha subito molte trasformazioni, fino ad arrivare alla loro attuale formazione quando nel luglio 1974 Peart ha sostituito il batterista iniziale John Rutsey due settimane prima del loro primo tour negli Stati Uniti.
Nel corso degli anni i Rush hanno saputo rinnovare di continuo il loro stile, lasciando che nella loro musica confluissero anche le tendenze musicali del tempo. Con il loro primo album sono partiti da un genere piuttosto heavy metal basato sul blues fino ad arrivare all'hard rock ed al rock progressivo, c'è anche stato un periodo in cui hanno fatto largo impiego di sintetizzatori. La loro discografia può essere sommariamente divisa in un certo numero di cicli, solitamente scanditi dalla pubblicazione di live album che chiudono un ciclo e riaprono il successivo; ogni ciclo mantiene in genere determinate caratteristiche di stile che poi lentamente si modificano confluendo in una nuova fase.
Dal rilascio del loro primo album intitolato proprio Rush, i Rush sono diventati famosi per la loro abilità musicale, per le loro composizioni, e per i loro testi generalmente basati su fantascienza, fantasia e filosofia ma anche su temi umanitari come situazioni sociali, emotive ed ambientali. Hanno ispirato molti artisti tra cui Metallica, Primus, Rage Against the Machine, Smashing Pumpkins e anche band progressive metal come Dream Theater e Symphony X.
I Rush hanno vinto numerosi Juno Award e nel 1994 sono stati inseriti nella "Canadian Music Hall of Fame", nel corso degli anni sono anche stati riconosciuti come alcuni dei più grandi musicisti di sempre in base ai premi vinti da ognuno dei membri e dai sondaggi di alcune riviste. Hanno vinto 24 dischi d'oro e 14 di platino, trovandosi così al terzo posto come band rock che ha ricevuto più dischi d'oro e di platino consecutivamente, secondi solo a Rolling Stones e Beatles. Sono anche nella posizione 79° per la maggior vendita di album negli Stati Uniti con circa 25 milioni di copie vendute[6].
Recentemente la band ha terminato la seconda parte del Time Machine Tour ed ora sta lavorando al loro prossimo album studio, Clockwork Angels.
fonte: wikipedia


Oggi è uscito il loro album, è il 12 giugno 2012


Clockwork angels”, dodici brani in stile Rush, legati da un concept: un giovane uomo all'inseguimento dei suoi sogni, sballottato tra il caos e l'ordine, un viaggio attraverso un mondo fatto di alchimisti, città perdute, anarchici, pirati, carnevali esotici ed un rigido orologiaio che impone la precisione su ogni aspetto della vita.
Da questo album lo scrittore di fantascienza Kevin J. Anderson (amico del batterista e compositore dei testi della band Neil Part) ne trarrà un libro nei prossimi mesi.



TRACKLIST:
“Caravan” ( http://youtu.be/wO0ikbGvIY0 )
“BU2B” ( http://youtu.be/fCMq6_vEZZw )
“Clockwork angels” ( http://youtu.be/IIAftTV4tBk )
“The anarchist” ( http://youtu.be/on3lLcAz4YU )
“Carnies” ( http://youtu.be/v1tVdpzAtNc )
“Halo effect” ( http://youtu.be/1g5ZaUGeFNQ )
“Seven cities of gold” (http://youtu.be/xve6SCcuMWg)
“The wreckers” (http://youtu.be/1bkt51J7VNo)
“Headlong flight” ( http://youtu.be/ZcFGrWjOX0E )
“BU2B2” ( http://youtu.be/L9T0KjI7Yf0 )
“Wish them well” ( http://youtu.be/mv8zCQ4Itf8 )
“The garden” ( http://youtu.be/1wztuqskio8 )

domenica 12 febbraio 2012

Mangala Vallis

I Mangala Vallis sono un gruppo musicale reggiano formatosi nel 1998 da un’idea di Gigi Cavalli Cocchi (ex batterista di Ligabue, ClanDestino e CSI, attualmente in forza ai Clan), di Mirco Consolini (chitarra e basso) ed Enzo Cattini (tastiere).
Il gruppo si ispira al rock progressivo degli anni settanta, seguendo le orme dei Genesis di Peter Gabriel, ma arricchendo le proprie creazioni con diversi altri elementi frutto delle molteplici esperienze artistiche dei membri della band. Caratteristiche fondamentali della loro produzione sono la cura e la ricerca delle sonorità utilizzate.
E' da un po' che si aspetta il nuovo album, ed ecco che sul loro sito ufficale compare questo comunicato.

"Dopo tanto silenzio, rieccoci a raccontarvi di noi.
In tutto questo tempo sono successe tante cose, cambiate alcune idee su come avrebbe dovuto essere il successore di “Lycanthrope”, cambiato il progetto di come doveva essere sviluppato e composto.
Da quando ci siamo messi a scriverlo, più di due anni fa, molte cose sono mutate, molti punti dati per fermi, crollati, molte intenzioni ribaltate. Questo è accaduto perché le circostanze della vita cambiano e ti cambiano, e perché per quanto tu possa fare programmi, è sempre il destino che ha l’ultima parola.
Così l’unica cosa che è rimasta immutata è il titolo dell’album.
La sua genesi è stata molto complessa tanto da far prendere a Bernardo e Riccardo la decisione di uscire dai Mangala Vallis, scelta dolorosa per loro che l’hanno fatta ma anche per noi che l’abbiamo analizzata, discussa e alla fine accettata.
Sicuramente anche questo evento, farà del nuovo Mangala Vallis e del gruppo stesso qualcosa di diverso da ciò che c’era stato prima, ma la mutazione di tutto era già iniziata dal momento in cui Cristiano aveva preso il posto di Enzo alle tastiere.
Le cause di un addio sono sempre complesse e appartengono alla sfera privata di chi le deve affrontare, così per rispetto di ogni protagonista di questa storia, ci limitiamo ai fatti senza inoltrarci nei sentimenti. Presto vi sapremo dare più dettagli sulla nuova voce, sul nuovo bassista del gruppo e sul work in progress dell'album."
Con affetto
MV
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Forza Mangala Vallis, vi aspettiamo sempre di più. Nulla si distrugge tutto si trasforma. Hold On da Radiocodaritorta

martedì 24 gennaio 2012

Nella pietra e nel vento

Finalmente l’attesissima uscita di Nella pietra e nel vento, il quinto lavoro discografico firmato da Aldo Tagliapietra – il primo dopo la separazione dalle Orme – dove compare come autore sia delle musiche sia dei testi, nonchè come produttore artistico insieme al figlio Davide. Gli arrangiamenti sono di Aldo e dei musicisti che hanno suonato nel disco e che lo accompagnano nei concerti già dallo scorso anno (Aligi Pasqualetto, Andrea De Nardi, Matteo Ballarin e Manuel Smaniotto). Il cd è stato autoprodotto e sarà in tutti i migliori negozi di dischi e in digitale a partire dal 31 gennaio (Self Distribuzione). La copertina (nella foto a sinistra) è un’opera su tela dell’amico Paul Whitehead ispirata e dedicata ad Aldo Tagliapietra. Tracklist: 1- Nella pietra e nel vento; 2- Silenzi; 3- Il santo; 4- La cosa più bella; 5- Un grande giardino; 6- Sette passi; 7- C’è una vita; 8- Tra il bene e il male; 9- Dio lo sa; 10- Il sutra del cuore.

sabato 17 dicembre 2011

uno dei migliori album 2011 - Steven Wilson

Grace For Drowning
Per Steven Wilson la decade passata è  stata senz'altro memorabile: con l'uscita di "Insurgentes", il nostro folletto inglese aveva  finalmente trovato uno sbocco creativo per tutte le sue ispirazioni e aspirazioni, la conclusione della ricerca di un'agognata maturità musicale iniziata con i Porcupine Tree e diramatasi nel corso degli anni in più generi e direzioni, sotto forma dei più disparati progetti. Pochi artisti possono vantare una tale visione a 360° della musica, acquisita per merito di una notevole cultura su tale campo, ed ovviamente di una passione più forte che mai per il proprio lavoro.
Ora siamo nel 2011, ed abbiamo tra le mani un album nuovo di zecca.
In questa seconda opera a suo nome il nostro porcospino affina la sua capacità di catalizzare una grande mole di idee e concezioni differenti della musica in un unico lavoro.
Il risultato è semplicemente mastodontico.
"Grace For Drowning", suddiviso in tre diverse parti dai nomi evocativi ("Deform to Form a Star", "Like Dust I Have Cleared from my Eye" e "The Map", presente solo nella edizione Deluxe del CD), costituisce per Wilson una vera enciclopedia di influenze e stili; un calderone di suoni elettronici, progressive rock dilatato e toccante pop d'autore, oltre che dinamiche e cerebrali partiture jazz in perfetto stile King Crimson.
Come sempre, la produzione è eccellente e la qualità del suono è altissima: d'altronde, quando si parla dell'artista in questione non ci possono essere dubbi al riguardo.
Eccezionale la prova del folto "cast" di musicisti chiamati ad occuparsi della strumentazione (flautisti, sassofonisti, tastieristi..), fra cui compaiono anche nomi altisonanti quali Tony Levin al basso, il "guitar-hero" Steve Hackett, il tastierista dei Dream Theater Jordan Rudess e naturalmente il geniale Robert Fripp.
All'ascolto tutto, pur nella sua ricchezza di sonorità molto differenti tra loro, appare coeso e strettamente legato ad un concetto di fondo che permea l'intera opera: la dualità dell'animo umano (tema da sempre caro a Steven), sospeso tra cupo caos e celestiali atmosfere, disordine interiore e pace dei sensi.
Ogni traccia svolge una propria funzionalità all'interno del lavoro, dalla lunga ed intensa "Raider II" (che si dipana inquietante tra flauti, claustrofobici riffs di chitarra elettrica, arpeggi acustici, cori e quant'altro) all'ossessivo pianoforte di "Remainder The Black Dog", passando per i toni terrificanti di "Index", la beatitudine di "Like Dust I Have Cleared From My Eye", la dolcezza espansa di "Deform to Form a Star" e via discorrendo...
Difficile trarre un giudizio sul lavoro basandosi sui singoli brani, in quanto un ascolto superficiale non basterà per comprendere l'ambizioso e variegato progetto di Wilson.
L'artista inglese ci offre un lavoro davvero impressionante, probabilmente uno dei più belli del 2011: immancabile per chi è alla ricerca di un vero e proprio viaggio sonoro dalle mille sfumature, realizzato con maestria e con un profondo amore per la musica in ogni sua forma.

venerdì 16 dicembre 2011

GRANDE PROG A LA SPEZIA

Il 21 gennaio a La Spezia il meglio del rock prog italiano.


ProG Liguria sarà un concerto benefico per la raccolta fondi a favore delle popolazioni colpite dall’alluvione di fine ottobre. La Spezia, capoluogo dei territori maggiormente colpiti, ospiterà l’evento che coinvolge il maggior numero di gruppi di Rock Progressivo in un’unica data, il 21 gennaio 2012 presso lo Spezia Expo in Via Canaletto.

La filosofia di questa giornata punta alla raccolta fondi attraverso un concerto-evento, coinvolgendo operatori ed attività del territorio (gastronomia ed ospitalità) ed invitando a partecipare sia il pubblico degli appassionati del genere da tutte le regioni italiane, sia la popolazione ligure in un grande atto di solidarietà.

Da mezzogiorno a mezzanotte si avvicenderanno sul palco artisti della scena prog nazionale e nuovi gruppi che hanno saputo rinnovare il genere.

  • Altare Thotemico
  • Arti e Mestieri feat. Gigi Venegoni
  • CCLR feat. Aldo Tagliapietra
  • Daemonia
  • Delirium feat. Sophya Baccini e Franco Taulino
  • Locanda delle Fate
  • Maschera di Cera
  • Maxophone
  • Moongarden
  • Nuova Idea feat. Joe Vescovi, Giorgio Piazza e Marco Zoccheddu
  • Osanna feat. Gianni Leone
  • Tempio delle Clessidre
  • Torre dell'Alchimista
  • The Watch
  • UT

PROG LIGURIA
Spezia Expo – Centro Fieristico
Via del Canaletto- 19124 La Spezia (SP)
21 gennaio 2012
dalle ore 12 alle 24
info: 3466191593 - 0102461708

martedì 1 novembre 2011

Steve Hackett & Transatlantic - The Return Of The Giant Hogweed




Steve Hackett suona insieme ai Transatlantic * un pezzo classico dei Genesis dell'era Gabriel dal titolo The Return Of The Giant Hogweed
*I Transatlantic sono un supergruppo rock progressivo formatosi nel 2000 dall'idea di Mike Portnoy, allora batterista dei Dream Theater, e Neal Morse, allora tastierista/cantante degli Spock's Beard.

sabato 1 ottobre 2011

Il Banco arriverà in nostro soccorso? riusciremo ad uscire dal baratro !!!

Il Giardino del Mago - Banco Del Mutuo Soccorso

durante un loro concerto a Roma nel 1992, 
la canzone è contenuta nel loro primo album. e  qui di seguito un altro loro bellissimo brano
Il Volo/R.I.P
E quando ti capita di sentire alla radio oggi, nel 2011, un sacco di vuotezza, di musica TUZ TUZ, viene addosso una grande amarezza.

The Tangent - COMM

Un altro album di Progressive Rock è uscito recentemente e merita indubbiamente l'ascolto. E' l'ultimo album dei Tangent dal titolo COMM, un concpet album che è uscito il 26 Settembre, un album con tema "COMunicazione" Il cd è quindi incentrato sui metodi di comunicazione moderna :"Oggi siamo ossessionati dalle Comunicazioni e questo album è uno sguardo a quelle forme di ossessione riprese da diversi punti di vista, non sempre positivi! 'COMM' sarà un album sui metodi moderni delle comunicazioni. Ci saranno riferimenti anche al disastro del Titanic (avvenuto un centinaio di anni fa), perché Tillison crede sia un momento molto importante nella storia delle comunicazioni".
 "COMM" ha richiesto due anni di lavoro tra composizione e registrazione; inoltre la cover ripropone il sodalizio lavorativo tra i The Tangent e l'artista bielorusso Ed Unitsky.
Tracklist:
01 – The Wiki Man
02 – The Mind’s Eye
03 – Shoot Them Down
04 – Tech Support Guy
05 – Titanic Calls Carpathia

venerdì 30 settembre 2011

Oh Nandina, che cresci col progressive rock


nandina fioritura150 Nandina, bacche e colore per tutto linvernoIl fogliame della nandina domestica cambia il suo colore ai primi freddi, passando in sfumatura dal verde all’arancio, al rosso, al porpora ma contrariamente ad altre piante che si colorano in autunno, la nandina, alle nostre latitudini, non perde le foglie. Le mantiene invece, come riesce a mantenere, a lungo, spesso fino a gennaio febbraio e oltre, le stupende bacche di cui si adorna dopo una leggiadra fioritura estiva in grappoli di delicati fiorellini bianchi.


nandina domestica500 Nandina, bacche e colore per tutto linverno

Da qualche anno a questa parte è comparsa, nelle aiuole e nei giardini delle nostre città, una pianta caparbia: è la nandina. E’ un cespuglio che si fa notare soprattutto nella stagione più fredda, in cui risalta per gli incredibili colori autunnali e gli abbondanti grappoli di meravigliose bacche rosso lacca. E quando una pianta ti piace, devi parlarne per farla conoscere, soprattutto da quando la "Nandina è anche sul mio balcone. Ascolta tutti i giorni la musica che esce dalle mie casse e in pochi giorni, si sta facendo una bella scorpacciata di Steve Hackett e di Steven Wilson, i loro ultimi album del 2011. E devo dire che questa musica la rende ancora più bella, forte e robusta.  Osservandola, stupisce che riesca a sopravvivere (e anche piuttosto bene) nei risicati spazi urbani, tra inquinamento e trascuratezza. E questo ci dice solo una cosa: la nandina resiste a (quasi) tutto e, in più, è bella soprattutto quando le altre piante non lo sono granché!

E coltivarla è veramente facile: la nandina infatti non ha grandi esigenze nè per l’esposizione (apprezza il sole ma tollera molto bene la mezz’ombra: meno colori autunnali ma risaltano le bacche) nè per il terreno (grossi vasi e capienti fioriere le sono perfettamente congeniali) nè per l’acqua. E’ insomma una pianta parca, che si accontenta, ideale anche per chi non ha una grande pratica di coltivazione. Cresce lenta ma bella dritta (al massimo tocca i 2 metri), creando una vegetazione aerea e leggera nella parte alta dell’arbusto e piuttosto fitta in quella bassa, creando spesso rami nuovi a partire dalla base. Difficile che soffra di malattie, non teme il gelo e anzi, diventa stupenda quando le sue foglie si rivestono di brina ghiacciata (come nella foto) e le sue tonde bacche luccicano coperte di cristalli, come accade proprio nelle gelide e spoglie mattine di gennaio.

Dato il suo massiccio impiego (di forte impatto piantata in gruppi), è facile trovare questo arbusto in vendita nei vivai e nei garden. Ecco le varietà più “gettonate”:
nandina firepower150 Nandina, bacche e colore per tutto linverno- Nandina domestica ‘Alba’, belle bacche color crema invece che rosso corallo e foglie verdi
- Nandina domestica ‘Fire Power’ (nella foto), molto compatta e bassa (60cm) con foglie gibbose e dai colori autunnali più intensi della specie, vuole un pochino più di ombra per apparire al meglio
- Nandina ‘Atropurpurea Nana’, compatta, con foglie da giovani porpora-rossastro

nandina filamentosa Nandina, bacche e colore per tutto linvernoRara e difficile da trovare, ma molto interessante, è la Nandina ‘San Gabriel’ o ‘Filamentosa’, varietà eretta e compatta dal fogliame strettissimo, quasi aghiforme, che ricorda il bambù: diventa intensamente porpora in autunno ma non fruttifica.