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sabato 28 aprile 2012

#Airone Cenerino


L’Ardea cinerea, meglio conosciuto con il nome di Airone cenerino, è un grosso uccello Ciconiiformes della famiglia degli Ardeidi, composta da quattro sottospecie:

L'Airone cenerino delle pianure Italiane

L’Ardea cinerea, meglio conosciuto con il nome di Airone cenerino, è un grosso uccello Ciconiiformes della famiglia degli Ardeidi, composta da quattro sottospecie: Ardea cinerea jouyi; Ardea[...]
Airone Cenerino
Ardea cinerea jouyi;
Ardea cinerea monicae;
Ardea cinerea firasa;
Ardea cinerea cinerea;
Il suo areale è rappresentato dai climi temperati dell’Eurasia e nord Africa, dove abita prevalentemente le zone pianeggianti. In Italia lo osserviamo numeroso nella Pianura Padana e lungo i corsi d’acqua e risaie di Lombardia e Piemonte. Al nord compare anche nel basso Veneto, mentre al centro vive in Toscana sulle sponde dell’Arno e lungo il Tevere.
Il suo aspetto è tipico dei Ciconiiformes, con un’altezza di circa 1 metro e una apertura alare che può raggiungere 1,60 metri. Il corpo è ricoperto da piume grigiastre sul dorso e bianche sul ventre. L’esemplare adulto ha delle piume nere sul collo e un lungo ciuggo nero che parte dalla sommità posteriore dell’occhio.
Le zampe sono molto lunghe, così come il robusto becco, entrambi gialli.
L’Airone è un uccello stanziale, inizia la costruzione del nido agli inizi di febbraio e depone le uova dalla metà di marzo. In genere la femmina depone 4-5 uova e le cova per una ventina di giorni. Una volta nati i piccoli vengono nutriti dalla madre per circa 50 giorni.
Nell’alimentazione dell’Airone compaiono rane, pesci, girini, bisce d’acqua e invertebrati.
L’Airone cenerino è una specie protetta, in quanto considerata a rischio di estinzione per via dell’incremento dell’inquinamento idrico delle acque dove vive.
Fonte fotografica e crediti: www.flickr.com/photos/massimobottelli

sabato 5 novembre 2011

Ti riciclo con un clic

Rifiuti: smartphone e app "verdi" per aiutare l'ambiente.

di Fiorella Taddeo
Una spiccata sensibilità ambientale, la voglia di migliorare le cose e, soprattutto, uno smartphone sempre pronto in tasca. Eccole le sentinelle green nel nuovo millennio, pronte a salvare il pianeta a colpi di clic.
E se si tratta di preservare città, campagne, boschi dall'inarrestabile invasione di rifiuti di ogni genere, la missione può diventare anche particolarmente agevole.
LO SMARTPHONE COME ALLEATO. Sono infatti decine le applicazioni in circolazione che gli utenti possono scaricare per farsi assistere nel non sempre facile compito di differenziare i propri rifiuti o di trovare le isole ecologiche adatte per ogni tipologia di scarto. Lo smartphone diventa così l'alleato privilegiato da interpellare quando si tratta di risolvere dubbi amletici davanti i contenitori della differenziata e non solo.
SPOSARE LA CAUSA VERDE. Ci sono le app che sensibilizzano i più giovani sull'importanza del riciclaggio, quelle dedicate solo ad alcuni tipi di rifiuti e perfino quelle  nate con obiettivi di più ampio respiro con il fine ultimo di indurre gli utenti ad abbracciare la causa verde, contribuendo, con l'ausilio dei propri telefonini, a segnalare scempi e disastri ambientali sul proprio territorio.
Il fenomeno è praticamente mondiale, complice la sempre crescente attenzione delle persone alle tematiche ambientali che va di pari passo alla necessità per le aziende di mostrarsi al pubblico il più “eco-friendly” possibile.

Un codice a barre per rispettare l'ambiente

Sul fronte internazionale, è in attesa di essere lanciato sull'Apple store Which bin, l'applicazione ideata dall'imprenditore australiano Jason Smale per aiutare ad effettuare al meglio la raccolta differenziata.
Grazie alla lettura dei codici a barre dei prodotti acquistati, l'iPhone indica all'utente il contenitore giusto, suggerendo inoltre comportamenti ecocompatibili per salvaguardare l'ambiente.
COINVOLGERE ATTIVAMETE GLI UTENTI. Sarebbe impossibile mettere a punto un database così completo da contenere tutte le norme sul riciclo dei rifiuti nei vari Paesi. Per questo Smale, vincitore di un concorso indetto dalla Apple per le migliori app, sta perfezionando il sistema e ha deciso di coinvolgere gli stessi utenti per aggiornare continuamente i dati in suo possesso.
È invece già disponibile Tiriciclo. un'applicazione gratuita sempre per iPhone che assiste l'utente nella raccolta dei cartoni in Tetra Pak. Inoltre permette di verificare dove sono ubicati nei vari comuni i cassonetti specifici per questo rifiuto.

venerdì 30 settembre 2011

Oh Nandina, che cresci col progressive rock


nandina fioritura150 Nandina, bacche e colore per tutto linvernoIl fogliame della nandina domestica cambia il suo colore ai primi freddi, passando in sfumatura dal verde all’arancio, al rosso, al porpora ma contrariamente ad altre piante che si colorano in autunno, la nandina, alle nostre latitudini, non perde le foglie. Le mantiene invece, come riesce a mantenere, a lungo, spesso fino a gennaio febbraio e oltre, le stupende bacche di cui si adorna dopo una leggiadra fioritura estiva in grappoli di delicati fiorellini bianchi.


nandina domestica500 Nandina, bacche e colore per tutto linverno

Da qualche anno a questa parte è comparsa, nelle aiuole e nei giardini delle nostre città, una pianta caparbia: è la nandina. E’ un cespuglio che si fa notare soprattutto nella stagione più fredda, in cui risalta per gli incredibili colori autunnali e gli abbondanti grappoli di meravigliose bacche rosso lacca. E quando una pianta ti piace, devi parlarne per farla conoscere, soprattutto da quando la "Nandina è anche sul mio balcone. Ascolta tutti i giorni la musica che esce dalle mie casse e in pochi giorni, si sta facendo una bella scorpacciata di Steve Hackett e di Steven Wilson, i loro ultimi album del 2011. E devo dire che questa musica la rende ancora più bella, forte e robusta.  Osservandola, stupisce che riesca a sopravvivere (e anche piuttosto bene) nei risicati spazi urbani, tra inquinamento e trascuratezza. E questo ci dice solo una cosa: la nandina resiste a (quasi) tutto e, in più, è bella soprattutto quando le altre piante non lo sono granché!

E coltivarla è veramente facile: la nandina infatti non ha grandi esigenze nè per l’esposizione (apprezza il sole ma tollera molto bene la mezz’ombra: meno colori autunnali ma risaltano le bacche) nè per il terreno (grossi vasi e capienti fioriere le sono perfettamente congeniali) nè per l’acqua. E’ insomma una pianta parca, che si accontenta, ideale anche per chi non ha una grande pratica di coltivazione. Cresce lenta ma bella dritta (al massimo tocca i 2 metri), creando una vegetazione aerea e leggera nella parte alta dell’arbusto e piuttosto fitta in quella bassa, creando spesso rami nuovi a partire dalla base. Difficile che soffra di malattie, non teme il gelo e anzi, diventa stupenda quando le sue foglie si rivestono di brina ghiacciata (come nella foto) e le sue tonde bacche luccicano coperte di cristalli, come accade proprio nelle gelide e spoglie mattine di gennaio.

Dato il suo massiccio impiego (di forte impatto piantata in gruppi), è facile trovare questo arbusto in vendita nei vivai e nei garden. Ecco le varietà più “gettonate”:
nandina firepower150 Nandina, bacche e colore per tutto linverno- Nandina domestica ‘Alba’, belle bacche color crema invece che rosso corallo e foglie verdi
- Nandina domestica ‘Fire Power’ (nella foto), molto compatta e bassa (60cm) con foglie gibbose e dai colori autunnali più intensi della specie, vuole un pochino più di ombra per apparire al meglio
- Nandina ‘Atropurpurea Nana’, compatta, con foglie da giovani porpora-rossastro

nandina filamentosa Nandina, bacche e colore per tutto linvernoRara e difficile da trovare, ma molto interessante, è la Nandina ‘San Gabriel’ o ‘Filamentosa’, varietà eretta e compatta dal fogliame strettissimo, quasi aghiforme, che ricorda il bambù: diventa intensamente porpora in autunno ma non fruttifica.

sabato 24 settembre 2011

Buone Abitudini - Mondo Migliore

Quercia
Quello che distingue i migliori da tutto il resto, proviene dalle abitudini. Bastano poche buone abitudini per fare una differenza enorme nella vita come nella carriera professionale, e nella salvezza del nostro pianeta. Una buona abitudine è forte come una quercia che inizia a crescere da un piccolo seme, piantato in un momento unico. Smettete di prestargli le necessarie cure giornaliere e la pianta morirà rapidamente. Prendetevene cura solo un po' ogni giorno ed essa crescerà, finchè un giorno diventerà così forte che sarà quasi impossibile spezzarla.
Nella nostra era, sembra che molte persone abbiano scordato quali siano le buone abitudini, lo si vede quotidianamente dall'intolleranza di alcuni, dalla mancanza di cortesia, alcuni non salutano nemmeno quando li saluti, parcheggiano l'auto in seconda fila, non riciclano correttamente i rifiuti, mangiano in modo sregolato, conducono una vita sedentaria, non rispettano in sostanza gli altri e il pianeta.
Dobbiamo darci una regolata, ognuno è responsabile, nessuno/a escluso/a. E a mio avviso le buone abitudini vanno insegnate fin da quando si è piccoli, e se non si hanno avute c'è sempre tempo per rimediare. Come in ogni cosa, è naturalmente sempre meglio prevenire che curare, cercando di anticipare l'arrivo di cattive abitudini magari apprese dall'esterno inculcando fin dalla prima infanzia alcuni valori di rispetto ed educazione.
Un consiglio che mi sento di dare è quello di vedere le cose da diverse angolazioni, abituarsi  a non vedere le cose da un'unica prospettiva e soprattutto saper ascoltare, senza prevaricare gli altri e il pianeta. Ci sono suoni che arrivano dalla natura, che è bene sapere ascoltare per crescere, sono la fonte dell'energia della vita.

domenica 18 settembre 2011

Il Suono della Pioggia


 
Ascoltare il suono della pioggia
soffermarsi ad osservare
le gocce che cadono dalle foglie degli alberi
Il suono della pioggia è profumato
respirare lentamente 
assaporando la pioggia è
estremamente rilassante.
Molti dinnanzi alla pioggia
scappano frenetici, come se avessero paura.
Chi ha paura della pioggia
non ha capito il vero significato della pioggia
per la nostra vita.

lunedì 12 settembre 2011

All'ombra di un fiore

Verso valle, all'ombra di un fiore

Stiaccino

Scendo dalla Montagna,
correndo giù per il sentiero,
quasi rotolando verso valle,
senza freni.
Sento il profumo d'erba ,
La velocità  di discesa fa diventare la gola secca,
tutto sudato ho voglia solo di soddisfare la mia sete.
Finalmente arrivo alla meta, sorseggio l'acqua fresca presa dalla sorgente, in alto sulla vetta.
Mi riposo vicino ad un fiore che profuma di pace, non sono solo.
A riposar con me c'è anche questo bellissimo uccellino sento il suo cinguettio, è lo Stiaccino

lunedì 5 settembre 2011

Leonard Cohen - By The Rivers Dark (HQ)



Ho visto questo film e sono rimasto affascinato da questa canzone di Leonard Cohen, -By The Rivers Dark. Il suo timbro di voce, quasi misterioso, pieno, mi ricorda a tratti Robbie Robertson. E vabbè sono associazioni, Leonard è un grande e questa canzone è veramente un piccolo gioellino.

venerdì 2 settembre 2011

l'area dello stretto di Bonifacio è stata designata come Area Marina particolarmente sensibile

Ultime notizie dal Santuario dei Cetacei: l'area dello stretto di Bonifacio è stata designata come Area Marina particolarmente Sensibile (PSSA) dall'Organizzazione Marittima Internazionale, in seguito alle richieste avanzate da Italia e Francia. Si tratta della prima area di questo tipo nel Mediterraneo, e con la sua istituzione potranno essere prese delle misure speciali sul traffico di navi che passa nello stretto.

Dopo la lunga campagna di Greenpeace, portata avanti insieme alle comunità locali della Sardegna, finalmente qualcosa si muove. Ma facciamo un passo indietro.

È il 15 giugno 2010, siamo a Palau. Greenpeace e le comunità locali sarde che hanno aderito alla campagna per la tutela delle Bocche di Bonifacio e del Santuario dei Cetacei festeggiano una prima, importante vittoria. Francia e Italia firmano un Accordo storico con cui si impegnano a tutelare lo stretto delle Bocche di Bonifacio.

Le Bocche di Bonifacio sono uno dei punti di maggior valore ambientale e paesaggistico del Santuario dei Cetacei, purtroppo a rischio quotidiano di tragedia ambientale. In questo tratto di mare dalla difficile navigazione dovuta alle forti correnti e ai fortissimi venti, transitano ogni anno 130 mila tonnellate di merci pericolose.

È il 15 giugno 2011. Dopo un anno di silenzio, in occasione dell'anniversario della firma di Palau, Greenpeace chiede al Ministro dell'Ambiente, On. Prestigiacomo, di mantenere fede alle promesse fatte e di essere informata sulle misure portate a termine. Insieme a noi 10 comuni del Nord della Sardegna, il presidente della Provincia Olbia-Tempio e l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Sannitu, presenti alla cerimonia per la firma dell'Accordo.

Che fine aveva fatto l'impegno a fermare il passaggio di navi pericolose nello stretto? E quello di creare un Parco Marino Internazionale per tutelare l'area?

Finalmente, a fine luglio arriva la notizia dell'istituzione dell' Area Marina particolarmente Sensibile (PSSA) nello stretto di Bonifacio. È un primo passo per mantenere fede all'impegno preso dal nostro Ministro dell'Ambiente, ma non basta.

Nella comunicazione del Ministero si legge che come misura di protezione associata a tale area si avrà un pilotaggio raccomandato, probabilmente in vigore dal 2012. Non si tratta quindi di un totale divieto di transito come da noi richiesto e auspicato dall'On. Prestigiacomo ma comunque è una prima misura che ridurrà il rischio rappresentato dal passaggio delle navi. Staremo a vedere se a questa ne seguiranno altre e se l'Italia si impegnerà concretamente nella tutela di tutta l'area del Santuario.

Lo Stretto di Bonifacio si trova all'interno del Santuario dei Cetacei Pelagos, un'area protetta istituita nel lontano 1999 proprio da Francia e Italia, insieme a Monaco, per tutelare la biodiversità di tutto il Nord Tirreno. In tutti questi anni però, nulla è stato fatto e l'area è rimasta priva di ogni misura di tutela.

Il Ministero deve adesso dimostrare di voler fare sul serio e andare avanti nella difesa di questo fragile ecosistema marino tenendo fede all'impegno preso. Il prossimo mese saranno passati dieci anni dalla legge con cui l'Italia sanciva la creazione del Santuario dei Cetacei. Anche per questo Accordo alle parole devono seguire i fatti. 
fonte: Greenpeace Italia

giovedì 1 settembre 2011

Come mai crollano le Dolomiti ?

stralcio di un articolo de La Stampa:

Foto di Radiocodaritorta in Copyleft: Licenza Creative Commons 3.0
Come mai crollano le Dolomiti? si domanda la gente. Sarà il caldo, sarà l’effetto serra? In questo caso abbiamo delle risposte. La prima è di natura strutturale, perché le Dolomiti sono tanto belle quanto tenere e inconsistenti, delle fragili scogliere coralline proiettate provvisoriamente nel cielo. Ogni strapiombo è il risultato di un vecchio crollo, le guglie, le torri e i ricami di roccia sono fantastici effetti dell’erosione. La seconda risposta attiene all’estate che sta per finire, o meglio a quei dieci giorni roventi di agosto che probabilmente hanno intaccato il permafrost anche a tremila metri di altezza e sui versanti più freddi esposti a Settentrione. È come se, sciogliendo lo strato di ghiaccio in profondità, fosse venuto a mancare il collante che teneva insieme la struttura rocciosa.

L’intensificarsi delle frane sulle Alpi dovrebbe comunque farci riflettere sulle conseguenze del riscaldamento globale: forse la nostra civiltà è attrezzata per contrastare il freddo con la tecnologia, ma siamo drammaticamente inermi di fronte al caldo che sgretola le rocce e scioglie i ghiacciai. La Terra ha la febbre e le montagne sono i termometri che la misurano.




La Fine del Mondo Storto

La fine del mondo storto, romanzo di Mauro Corona edito da Mondadori.
 Vi consiglio la lettura di questo libro:

Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica.
È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro, hanno occhi smarriti e il terrore stringe i loro cuori. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini si accorgono che tutto il benessere conquistato, fatto di oggetti meravigliosi e tecnologia all'avanguardia, è perfettamente inutile. Circondati dal superfluo e privi del necessario, intuiscono che una salvezza esiste, ma si nasconde in un sapere antico, da tempo dimenticato. Capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura,"l'inverno della morte bianca e nera", devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali costruendo trappole con i rami più teneri, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Segnati dalla fatica e dalla paura, i superstiti si faranno più forti e insieme anche più saggi. La fine del mondo storto raddrizzerà gli animi, cancellerà la supponenza del ricco e punirà l'arroganza del povero, che si ritiene l'unico depositario di coraggio e resistenza. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... Facendo un passo indietro per trovare la voce più pura e poetica della natura imperiosa, e balzando in avanti con la forza di un'immaginazione visionaria e insieme intensamente realistica, Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.

domenica 17 luglio 2011

Si può rovesciarli a terra per dare spazio alla terra

Sono sempre più convinto che ognuno di noi debba usare il suo singolo potere per apportare dei cambiamenti radicali al nostro pianeta, affinchè certi barbari comportamenti umani lascino il posto a espressioni generalizzate di civiltà.
Il mutamento può avvenire, nelle cose quotidiane, svuotando la vita dalle false ideologie imposte dai mass media e riempendola di una nuova linfa vitale che prende forma attraverso il teatro, la musica, l'arte in senso ampio.
Riempendo i media di cose buone, la violenza lascia il passo alla non violenza, la guerra lascia il passo alla pace, l'ignoranza e la non cultura, diventano intelligenza e consapevolezza.

mercoledì 6 luglio 2011

Child for a Day by Cat Stevens

Cat Stevens dall'album Izitso, mi viene in mente questa soffice canzone semi estiva, da ascoltare stravaccato sotto le foglie di una gigantesca quercia, mentre tramonta il sole




I was a child
Who ran full of laughter
I was a child who lived for today
My eyes full of sunshine
My heart full of smiles
I was a child for a day
We were the children
Who sang in the morning
We were the children
Who laughed at the sun
Who listened to those who spoke with their wisdom
We are the ones we would say, but

We're getting older as time goes by
A little older with everyday
We were the children of yesterday

We are the men who worry of nothing
We are the men who fight without aim
We listen to no one, yet speak of our wisdom
We are the pawns in the game

We're getting older as time goes by
A little older with everyday
We were the children of yesterday

I was a child
Who ran full of laughter
I was a child who lived for today
My eyes full of sunshine
My heart full of smiles
I was a child for a day

We're getting older as time goes by
A little older with everyday
We were the children of yesterday

lunedì 4 luglio 2011

Aumento benzina: e se andassimo tutti in bicicletta?

Il prezzo della benzina torna a salire... la soluzione potrebbe essere quella di lasciare la nostra amata autovettura parcheggiata e di prendere finalmente - dove possibile - i mezzi pubblici e considerare la possibilità di muoversi in bici, visti i benefici che andare in bicicletta apporta al nostro fisico.

 

Andare in bici è salutare per l'organismo:
  • Innanzitutto tonifica i muscoli, soprattutto quelli di gambe e glutei.
  • Aiuta a dimagrire, in quanto implica un elevato consumo calorico senza il rischio di traumi ai legamenti o alle articolazioni, come può essere per altre attività, come lo jogging.
  • Favorisce la circolazione con una maggiore ossigenazione dei tessuti.
  • Il cuore si "irrobustisce" rallentando la frequenza cardiaca e aumentando la gittata sistolica.
  • Aiuta a contrastare l'ipertensione e ad abbassare colesterolo e glicemia.
  • Aumenta la capacità polmonare.
  • Favorisce il ritorno del sangue al cuore, combattendo così i gonfiori e le vene varicose.

venerdì 3 giugno 2011

Il ciclista il vento e il mulino



Nessuno più di un ciclista conosce la forza e l'energia del vento. 
Il ciclista l'avverte tutta questa energia quando si oppone al suo cammino, sui pedali che si inceppano il busto che si inarca, la pelle che si screpola. 
Solo il ciclista può gustare il soffio a favore che lo sospinge, lo alleggerisce come una foglia, lo rianima e incoraggia sulla lunga strada del ritorno. 
Il vento, forza naturale che rende possibile la vita, le stagioni il volo degli uccelli. 


Con il vento si produce energia pulita. E non ditemi che i mulini a vento sono brutti da vedere, i mulini a vento sono poetici, sono il futuro; casomai sono i tralicci che hanno invaso l'Italia, cosi statitici, cosi metallici, ci sono ovunque da un traliccio all'altro corrono i fili dell'elettricità che rovinano tutto il paesaggio. Avete mai fatto una foto ad un traliccio ? Invece guardate quante foto ci sono in giro che riprendono mulini a vento in movimento, che ruotano con le loro pale eoliche appena soffia un alito di vento.


L'energia eolica è il prodotto della conversione dell'energia cinetica del vento in altre forme di energia (elettrica o meccanica). Oggi viene per lo più convertita in energia elettrica tramite una centrale eolica, mentre in passato l'energia del vento veniva utilizzata immediatamente sul posto come energia motrice per applicazioni industriali e pre-industriali (come, ad esempio, nei mulini a vento). Di fatto è stata la prima forma di energia rinnovabile scoperta dall'uomo dopo il fuoco (si pensi alla vele delle navi) ed una tra quelle a sostegno della cosiddetta economia verde nella società moderna.
Alla fine del 2009, la capacità di generazione mondiale degli aerogeneratori era di 157,9 gigawatt, pari a circa il 2% dell'elettricità consumata nel mondo e sta crescendo rapidamente, notandosi un raddoppio nei tre anni tra il 2005 e il 2008. Alcuni paesi hanno raggiunto un coefficiente di penetrazione della potenza eolica molto elevato (a volte con incentivi governativi); ad esempio, nel 2008, il 19% della produzione elettricità di base raggiunto dalla Danimarca, il 13% della produzione in Spagna e in Portogallo, il 7% in Germania e nella Repubblica d'Irlanda. Nel maggio del 2009, otto paesi del mondo avevano parchi eolici che vendevano energia elettrica aerogenerata a scopi commerciali raggiungendo profitti.
I parchi eolici sono connessi alle reti elettriche; le installazioni più piccole sono usate per fornire elettricità a luoghi isolati. Le compagnie elettriche stanno utilizzando sempre più spesso il sistema del conto energia che consiste nel comprare l'energia in eccesso prodotta dai piccoli aerogeneratori domestici. Per alcuni aspetti l'energia eolica è una fonte attraente, come alternativa al combustibile fossile, dal momento che è abbondante, rinnovabile, ampiamente distribuita, pulita e praticamente non produce gas a effetto serra (se non durante la produzione di componenti base, come le pale in alluminio). Comunque, la costruzione di "fattorie eoliche" non riceve unanime consenso a causa del loro impatto paesaggistico e altre problematiche, come la rumorosità e la pericolosità degli impianti per i volatili.

Ripeto l'uomo è proprio strano, non dice nulla per i tralicci che sono obbrobriosi da vedere e fa resistenza contro i mulini a vento. anche i tralicci sono pericolosi per i volatili, sono che con l'energia sporca ci guadagnano gli affaristi malavitosi, con l'energia pulita, dopo il costo iniziale, tutti possiamo usufruirne.

Ora le nuove tecnologie, la ricerca scientifica hanno trasformato il vecchio mulino in un sistema avanzato di produzione di energia.... continua qui


mercoledì 1 giugno 2011

Fermiamo il Nucleare

      Cambia gestore passa a gestori di energia pulita




ecco i 4 quesiti referendari del 12 giugno

Adesso è ufficiale: il 12 e 13 giugno saranno 4 i referendum su cui si potrà votare. Anche quello sul nucleare. L'ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare.
La Cassazione ha quindi confermato che i cittadini potranno esprimersi sul quesito depositato a suo tempo dall'Idv, che va ad aggiungersi agli altri tre su acqua e legittimo impedimento.
Eccovi, quindi, i 4 quesiti referendari.




Il quesito sulla scheda rossa

Il quesito della scheda rossa (referendum n. 1) è inerente alle modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica.
In particolare, si chiede l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della legge n. 133/2008, secondo cui la gestione del servizio idrico può essere affidata a soggetti privati attraverso gara o a società a capitale misto pubblico-privato; in entrambi i casi il privato detiene almeno il 40% del capitale.
La preferenza dei SI terrebbe lontani i privati dalla gestione pubblica del servizio idrico.


Il quesito della scheda gialla

Abrogazione parziale invece per il referendum n. 2 sull’acqua pubblica contenuto nella scheda gialla, con cui si chiede l'abrogazione dell’articolo 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006, per quel che riguarda la parte che sostiene la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato “in base all’adeguata remunerazione del capitale investito”.
In base alla normativa vigente, un gestore può caricare sulla bolletta fino al 7% in più senza che questo venga investito per migliorie sull’infrastruttura.


Le centrali nucleari sulla scheda grigia

Referendum n. 3, scheda grigia, costruzione di nuove centrali per la produzione di energia nucleare, promosso dall’Italia dei Valori.
Dopo la marcia indietro del Governo, a seguito del disastro a Fukushima, è la consultazione più a rischio.
Salvo contrordini dell’ultima ora, il quesito chiede l’abrogazione dell’art. 7, comma 1, lettera d (realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare) contenuto nel decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sulle disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria. Votando SI si impedisce di fatto la realizzazione di nuovi impianti sull’intero territorio nazionale.


Sulla scheda verde il "legittimo impedimento"

Scheda verde chiaro per la quarta e ultima consultazione popolare, anch’essa sostenuta dall’Italia dei Valori, tocca il tema della giustizia. Meglio conosciuto come “legittimo impedimento”, si esprimono sull’abrogazione di una delle leggi ad personam, in particolare l'articolo 1 (commi 1, 2, 3, 5, 6) della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento del Presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire in udienza penale".

 
 

Quorum più facile

E ci sono più speranze ora di raggiungere il quorum, dopo molti anni che questo tipo di consultazione elettorale è vanificata per la mancanza di partecipazione da parte del 50% più uno di elettori che servono a farne valere l'esito.
Infatti, il vento è cambiato dopo le amministrative e, a giudicare dall’entusiasmo che si respira in giro, c’è da credere che continuerà a tirare aria di svolta ancora per i prossimi 15 giorni.
Comunque, fino al 12 e 13 giugno saranno giorni da battiquorum.
Acqua, legittimo impedimento, nucleare

domenica 29 maggio 2011

Acqua 12 Giugno si vota SI per il sangue della Vita




REFERENDUM, uno strumento democratico che ci vogliono SCIPPARE, 
fermiamo con il voto del popolo sovrano questo folle Caimano
12 GIUGNO 2011  4 SI



L’acqua, è il sangue della terra
l’acqua è vita, l’acqua scorre libera
e non c’è niente che sia, più importante sul pianeta
di questo liquido magico che mescola e rimescola
l’acqua gira nella giostra della vita
ciclicamente evapora e precipita
bagna ogni cosa, la nutre, poi scorre via
sulla sua scia ogni anima resuscita
due atomi di idrogeno e uno solo d’ossigeno
è questa la mia pozione magica
h20 è quello che mi serve
l’acqua mi penetra, mi lava e mi purifica

sono politici, mafiosi e multinazionali
a succhiare il sangue nostro e della terra
all’assalto del pubblico predoni e criminali
nuotano nell’oro mentre seminano guerra
e se l’acqua è l’anima del mondo
della vita la più preziosa essenza
non lasciamo che la fame senza fondo
del dio denaro la divori e ci lasci senza

din don, sveglia!
la guerra dell’acqua è iniziata,
con le leggi dei servi della proprietà privata
perciò su la testa, e schiena dritta
per questa lotta non è prevista la sconfitta!
questa è l’ora del riscatto,
e che parta dal basso,
la democrazia dell’acqua contro il loro ignobile ricatto!
nella storia dell’umanità ,
chi governa l’acqua comanda
è una questione di civiltà
rispondiamo tutti insieme come un’onda,
è una questione di diritti,
non si può subire e stare zitti!
è una questione di sistema
che chiede troppo a tanti e tratta pochi con i guanti
perciò ,
sveglia! alza la testa!
lotta dove vuoi, come puoi, in ogni situazione,
difendi l’acqua pubblica e quello che ci resta
dei nostri diritti e di ogni bene comune!

mercoledì 23 febbraio 2011

Il turismo sostenibile e l’ecoturismo sono le nuove frontiere delle vacanze

A quanto pare a causa della crisi gli italiani che vanno in vacanza non sono più molti ma quelli che vanno sono sempre più esigenti e richiedono dei servizi sempre più specifici.
Dalla BiT di Milano, tenutasi nei giorni scorsi, è venuto subito fuori il fatto che le abitudini degli italiani, o meglio dei vacanzieri, stanno cambiando. Gli italiani per le loro vacanze preferiscono sempre più la natura e son ben otto su dieci gli italiani che hanno dichiarato di voler scegliere il proprio viaggio in simbiosi con la natura e con l’ ecologia. Proprio in base a quest’ ultima caratteristica saranno scelti anche gli alberghi o le strutture in cui passare le proprie vacanze.
Il turismo sostenibile e l’ ecoturismo sono le nuove frontiere delle vacanze e  delle agenzie di viaggio, delle strutture alberghiere che vogliono seguire le tendenze. 
L’ 83% del campione intervistato ha riferito la sua preferenza per vacanze ecosostenibili e quindi per quelle strutture che scelgono di rispettare l’ ambiente con fonti rinnovabili, menù biologici ed eco-pulizia.

domenica 13 febbraio 2011

La Poesia

Se la poesia non nasce
con la stessa naturalezza
delle foglie sugli alberi,
è meglio
che non nasca neppure

(John Keats)