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sabato 2 aprile 2016

La bicicletta

Sin dalle sue origini la bicicletta fu ampiamente usata dagli strati popolari, non soltanto per motivi di lavoro, ma anche in funzione politica e, nel corso della lotta di Liberazione, per compiere azioni di vario tipo, contro i nazifascisti.
In Italia la paura della bicicletta da parte dei reazionari ha una data certa e molto antica e una firma tanto famosa quanto odiata dalle forze popolari: quella del generale Fiorenzo Bava Beccaris, nelle vesti di Regio Commissario Straordinario, durante i moti del maggio del 1898 a Milano. Oltre ad ordinare una sanguinosa repressione, il generale fece affiggere un manifesto che decretava il divieto nell'intera provincia di Milano della «circolazione delle Biciclette, Tricicli e Tandem e simili mezzi di locomozione».
Più o meno con gli stessi termini, oltre alla minaccia della fucilazione, le forze dell'Asse proibirono durante la loro occupazione del territorio italiano, in funzione anti-partigiana, l'uso della bicicletta. Quel divieto, però, avrebbe significato in città come Milano o Torino, il blocco della produzione, giacché la maggior parte degli operai la usava per recarsi al lavoro e così il provvedimento fu ritirato.
Nell'immediato dopoguerra, la bicicletta fu molto diffusa, specialmente nelle campagne. Per i braccianti era l'unico mezzo di locomozione, usato, oltre che per il lavoro, in occasione di grandi manifestazioni o degli scioperi indetti dalla Lega dei braccianti. In quelle giornate di lotta, masse imponenti si radunavano per impedire ai crumiri di recarsi nei posti di lavoro. Contro le biciclette, appoggiate nelle sponde dei fiumi, si accanivano con particolare durezza, schiacciandole e rendendole inutilizzabili, le camionette della "Celere" di Mario Scelba, una polizia di pronto intervento, utilizzata soprattutto in occasione degli scioperi operai. Questa furia devastatrice non arrestò però lo svilupparsi di grandi battaglie per ottenere migliori condizioni di vita.

domenica 23 dicembre 2012

cemento che assorbe la Co2

Cemento bio con muschio, alghe e licheni per assorbire l’anidride carbonica

I ricercatori dell’Università di Catalunya hanno progettato un cemento che assorbe la Co2

edifici assorbono co2Possibili passi in avanti per la riduzione di CO2. In Spagna, gli scienziati dell’Università di Catalunya hanno progettato  un nuovo tipo di cemento biologico, in grado assorbire l’anidride carbonica. Questa ricerca punta a ridurre almeno in parte la presenza di anidride nelle città, con una conseguente efficienza energetica data da un isolamento termico migliore. Ma come è strutturato questo interessante progetto? Il cemento bio è costituito da muschi, licheni e microalghe. Proprio le alghe, attraverso la fotosintesi, sono in grado di assorbire parte della CO2 presente nell’aria. Si punterà infine a migliorare l’effetto estetico, infatti la colorazione degli edifici muterà in base alla quantità dei componenti utilizzati nella produzione di questo innovativo cemento.
In Spagna creati edifici che assorbono Co2 
Fonte: geekapolis.fooyoh.com

venerdì 2 novembre 2012

Guerrilla Gardening 4 Novembre

Tremate spazi degradati, aiuole luride e quartieri abbandonati: Domenica 4 Novembre sara’ la seconda giornata nazionale del Guerrilla Gardening Italiano, durante la quale tutti i gruppi di Guerrilla Gardening di Italia svolgeranno, come l’anno scorso, un intervento verde di lotta al degrado nella propria città. Guerrilla Gardening significa interagire positivamente con lo spazio urbano, opponendosi attivamente al degrado e all’incuria delle aree verdi. L’attività principale del gruppo è, infatti, quella di rimodellare ed abbellire, con piante e fiori, le aiuole e le zone dimesse o dimenticate della città.
La data (ironica e provocatoria) è stata scelta per un motivo ben preciso: mostrare, parallelamente ai militari nel giorno della “Festa dell’Unità nazionale e delle Forze Armate”, tutto un altro tipo di armi (gli attacchi con le zappe, i rastrelli, le bombe di semi), nella speranza di dare un segnale molto forte che riporti l’attenzione al verde urbano e rilanciando, al tempo stesso, il significato di Unità Nazionale.
I Giardinieri Guerriglieri, infatti, ormai sono tantissimi e continuano a nascere gruppi in tutte le regioni, città e quartieri d’Italia: ognuno combatte diverse battaglie.
L’idea lanciata per celebrare la giornata del 4 Novembre è quella di piantare più alberi possibile, in modo da lasciare un segno più vistoso, prezioso e duraturo negli anni.
Per chi non avrà la possibilità di mettere a dimora un albero non importa, l’importante è lasciare un segno di speranza, di colore, di profumo, di bellezza.
“Ovunque si narra di nuovi giardini condivisi, aiuole profumate, orti urbani e fantasiose lotte al degrado … oramai la rivolta del verde sta dilagando come una pianta infestante e con radici sempre più fitte e forti.
Noi giardinieri guerriglieri di questo folle paese uniremo le nostre zappe, i nostri fiori, i nostri pollici (verdi e non), per combattere un’unica Guerra al Degrado…agendo tutti insieme e simultaneamente da tutte le nostre città sarà come lanciare un’enorme bomba nucleare di semi per sconfiggere il nemico!”
I guerriglieri verdi che aderiscono all’iniziativa si ritrovano su Facebook nel gruppo Guerrilla Gardening Italia, aperto a chiunque voglia partecipare.
E la tua zappa farà parte di questa Storia?

sabato 3 dicembre 2011

La torre Eiffel trasformata in un gigantesco albero ?

La Torre Eiffel vuole rifarsi il look ed in una città trafficata come Parigi sono le piante a far da iniezioni di botox. La Torre Eiffel trasformata in un gigantesco albero? Il progetto è nel cassetto del team di ingegneri Ginger che lo ha svelato in anteprima al quotidiano francese Le Figaro, ma non si sa se effettivamente verrà realizzato.

Le autorità parigine si sono infatti mostrate prudenti sul piano di rinverdimento della Torre e non hanno confermato le indiscrezioni apparse su Le Figaro. Tutt’altro, hanno smentito su Twitter. Sui blog francesi si parla di un falso scoop di Le Figaro.

Gli ingegneri del Ginger Group non si lasciano scoraggiare e hanno realizzato un prototipo in scala ridotta per testare la fattibilità del progetto. Se dovesse realizzarsi, sulla Torre a partire da giugno del 2012 troverebbero posto ben 600 mila piante, con l’obiettivo di ridurre le emissioni ma soprattutto di fare di Parigi il simbolo di una rivoluzione sostenibile.

fonte ecoblog

martedì 29 novembre 2011

La città del futuro

Il governo sudcoreano ha messo a disposizione un’area per un futuristico disegno di riqualificazione e costruzione di una nuova eco-città autosostenibile Capofila del progetto sarà la multinazionale sudcoreana Samsung; l’azienda, tra i grandi leader mondiali dell’elettronica, ha dichiarato l’intenzione di investire 7 miliardi di dollari per la costruzione di un enorme complesso che vanterà un parco industriale eco-energetico, un generatore eolico, quartieri residenziali alimentati ad energia solare, un quartier generale di ricerca e abitazioni per 20.000 persone che ivi saranno impiegate. La zona in cui sorgerà l’eco-town è la palude del Saemangeum, bonificata nel 2006 dal governo grazie alla costruzione della più lunga diga artificiale mai realizzata (33km) strappata definitivamente alle acque del Mar Giallo; l’esecutivo spera così di recuperare la superficie di circa 325 km², quasi tre volte l’area metropolitana di Napoli, e così destinarla alla costruzione di infrastrutture per l’agricoltura, il turismo e per complessi industriali ecosostenibili. Samsung non sarà però l’unico investitore: la OCI, tra i più grandi produttori di polisilicati per la realizzazione di pannelli fotovoltaici, ha garantito un impegno di 9 mllioni di dollari lungo i prossimi 9 anni. I lavori inizieranno nel 2021 ed i cantieri potranno considerarsi chiusi verosimilmente vent’anni dopo. Permangono comunque forti dubbi da parte degli ambientalisti che hanno da sempre contestato la costruzione della diga artificiale che ha distrutto l’ecosistema locale: sarà davvero una eco city o solo un modo per “lavarsi” la coscienza da parte del governo Sud Coreano?
Sarà ma le città ad impatto zero, mi piacciono, quando l'energia è pulita e libera non c'è bisogno di fare guerre per accaparrarsi l'energia. Quello che mi piace è che l'uomo oggi inizia a pensare ad un futuro ecosostenibile. Bisogna quindi parlarne, creare cultura, informazione, perchè quando il mondo sarà ad impatto zero, l'uomo avrà fatto un grandissimo passo in avanti verso la pace.

domenica 27 novembre 2011

Cronache dal Pianeta Anarras - Anno 0 d.d.m.

Sognavo un' Europa Unita, un'unica moneta di scambio e tutto si è trasformato alla realtà.
Immagino un Mondo Unito con un'unica moneta di scambio, un luogo universale dove non sia il capitalismo a farla da padrone, ma un commercio equo-solidale, una società nuova dove ogni individuo è responsabile.

Ora siete ancora immaturi per questo, ma un giorno crescerete.
Trasformeremo la vostra immaginazione in realtà .


Da Cronache dal Pianeta Anarras - Anno Zero, d.d.m. (dopo la divisione del mondo)


venerdì 2 settembre 2011

l'area dello stretto di Bonifacio è stata designata come Area Marina particolarmente sensibile

Ultime notizie dal Santuario dei Cetacei: l'area dello stretto di Bonifacio è stata designata come Area Marina particolarmente Sensibile (PSSA) dall'Organizzazione Marittima Internazionale, in seguito alle richieste avanzate da Italia e Francia. Si tratta della prima area di questo tipo nel Mediterraneo, e con la sua istituzione potranno essere prese delle misure speciali sul traffico di navi che passa nello stretto.

Dopo la lunga campagna di Greenpeace, portata avanti insieme alle comunità locali della Sardegna, finalmente qualcosa si muove. Ma facciamo un passo indietro.

È il 15 giugno 2010, siamo a Palau. Greenpeace e le comunità locali sarde che hanno aderito alla campagna per la tutela delle Bocche di Bonifacio e del Santuario dei Cetacei festeggiano una prima, importante vittoria. Francia e Italia firmano un Accordo storico con cui si impegnano a tutelare lo stretto delle Bocche di Bonifacio.

Le Bocche di Bonifacio sono uno dei punti di maggior valore ambientale e paesaggistico del Santuario dei Cetacei, purtroppo a rischio quotidiano di tragedia ambientale. In questo tratto di mare dalla difficile navigazione dovuta alle forti correnti e ai fortissimi venti, transitano ogni anno 130 mila tonnellate di merci pericolose.

È il 15 giugno 2011. Dopo un anno di silenzio, in occasione dell'anniversario della firma di Palau, Greenpeace chiede al Ministro dell'Ambiente, On. Prestigiacomo, di mantenere fede alle promesse fatte e di essere informata sulle misure portate a termine. Insieme a noi 10 comuni del Nord della Sardegna, il presidente della Provincia Olbia-Tempio e l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Sannitu, presenti alla cerimonia per la firma dell'Accordo.

Che fine aveva fatto l'impegno a fermare il passaggio di navi pericolose nello stretto? E quello di creare un Parco Marino Internazionale per tutelare l'area?

Finalmente, a fine luglio arriva la notizia dell'istituzione dell' Area Marina particolarmente Sensibile (PSSA) nello stretto di Bonifacio. È un primo passo per mantenere fede all'impegno preso dal nostro Ministro dell'Ambiente, ma non basta.

Nella comunicazione del Ministero si legge che come misura di protezione associata a tale area si avrà un pilotaggio raccomandato, probabilmente in vigore dal 2012. Non si tratta quindi di un totale divieto di transito come da noi richiesto e auspicato dall'On. Prestigiacomo ma comunque è una prima misura che ridurrà il rischio rappresentato dal passaggio delle navi. Staremo a vedere se a questa ne seguiranno altre e se l'Italia si impegnerà concretamente nella tutela di tutta l'area del Santuario.

Lo Stretto di Bonifacio si trova all'interno del Santuario dei Cetacei Pelagos, un'area protetta istituita nel lontano 1999 proprio da Francia e Italia, insieme a Monaco, per tutelare la biodiversità di tutto il Nord Tirreno. In tutti questi anni però, nulla è stato fatto e l'area è rimasta priva di ogni misura di tutela.

Il Ministero deve adesso dimostrare di voler fare sul serio e andare avanti nella difesa di questo fragile ecosistema marino tenendo fede all'impegno preso. Il prossimo mese saranno passati dieci anni dalla legge con cui l'Italia sanciva la creazione del Santuario dei Cetacei. Anche per questo Accordo alle parole devono seguire i fatti. 
fonte: Greenpeace Italia

sabato 6 agosto 2011

Ridisegnamo una nuova Italia

In questo pomeriggio di mezz'estate ascoltando Allan Holdsworth riaffiorà nei miei ricordi il tempo in cui nelle nostre orecchie notturne entravano i suoni di Rai Stereo Notte, la mitica gloriosa trasmissione RAI che trasmetteva continuamente tutte le notti, sogni, schegge di microbi culturali che aprivano le nostre menti. Poi tutto fu affossato, troppa cultura poteva risvegliare i cervelli delle persone. E iniziarono ad incutere terrore con le loro nuove stragi, con i treni saltati, con le stazioni esplose, con il giudice fatto saltare in autostrada, con l'assassinio più spettacolare della nostra storia di quei giorni di Via Fani, prese forma quel disegno che ci portiamo ancora in tasca, che mai riusciamo a stracciare, l'incubo che ha rovinato l'Italia guidata al governo da personaggi della P2, quelli che non chinano la testa, che sono pronti a tutti, senza scrupoli, pronti ad arricchirsi sempre, a qualsiasi costo, anche delle nostre vite.
Ma un modo esiste, per stracciare quel disegno, ed è semplice, semplicissimo. Disegnarne un'altro e farlo vedere a tutti, attraverso l'unico mezzo che non sono ancora riusciti a prendersi, diffonderlo e condividerlo via internet per farlo crescere, per ridare fiato alle trombe, agli archi e ai frippertronics della cultura.



domenica 17 luglio 2011

Si può rovesciarli a terra per dare spazio alla terra

Sono sempre più convinto che ognuno di noi debba usare il suo singolo potere per apportare dei cambiamenti radicali al nostro pianeta, affinchè certi barbari comportamenti umani lascino il posto a espressioni generalizzate di civiltà.
Il mutamento può avvenire, nelle cose quotidiane, svuotando la vita dalle false ideologie imposte dai mass media e riempendola di una nuova linfa vitale che prende forma attraverso il teatro, la musica, l'arte in senso ampio.
Riempendo i media di cose buone, la violenza lascia il passo alla non violenza, la guerra lascia il passo alla pace, l'ignoranza e la non cultura, diventano intelligenza e consapevolezza.

venerdì 15 luglio 2011

Arriveranno anche a casa tua

Pensavano di averli sconfitti, di averli uccisi a colpi di pistola, di alcool e di religione, ed invece alcuni sono riusciti a mimetizzarsi, arrivando fino ai nostri giorni. Non li vedi ora,  ma sono tra noi, sommessamente senza dare nell'occhio stanno insegnando alle persone un nuovo linguaggio, un nuovo modo di rapportarsi col pianeta.
Arriveranno anche a casa tua ... e il mondo cambierà.

sabato 9 luglio 2011

La musica ecosostenibile: Neapolis festival 2011

"Differenziamo Napoli"

A luglio fa caldo e le ferie non sono ancora iniziate. I più fortunati si godono il mare, gli altri nella migliore delle ipotesi, si rinfrescano al suono placido e benevolo del condizionatore d'ufficio.
C'è un buon motivo per amare luglio però. Il Neapolis Festival. Il più importante festival del sud Italia arriva anche quest'anno a compiacere le orecchie di chi sa apprezzare.
 
La due giorni si sposta, per questa edizione, a Bagnoli, in quella che fu l'Italsider ed oggi ribattezzata con l'avvenieristico nome di Acciaieria Sonora. Le novità non finiscono qui. Il Neapolis va a braccetto con l'ambiente e aderisce all'iniziativa Differenziamo Napolisostenuta moralmente dal Comune di Napoli e dall’Unione Industriali. L'idea è quella di dare la possibilità di “pagare” con materiale riciclabile l'ingresso al festival: ogni possessore di un biglietto o abbonamento (acquistato in prevendita o direttamente al botteghino) potrà far accedere un amica/o al patto che questa/o depositi 10 bottiglie di plastica o 10 lattine di alluminio negli appositi contenitori installati all’ingresso del Neapolis. 
 
La line up, come al solito, alterna i grandi nomi con le novità più interessanti del panorama musicale internazionale.
 
Il primo giorno vedrà alternarsi sul palco i vivacissimi e folli Architecture in Helsinki, gli scozzesi Mogwai con il loro post-rock malinconico ed essenziale reduci dal successo dell'ultimo album Hard rock will never die, but you will e come; headliner i redivivi Skunk Anansie che tornano in Italia dopo il tour dell'album Wonderlustre uscito nel 2010. Per la serata di sabato erano attesi anche i cunesi Marlene Kuntz, ma è di poche ore la notizia che non si esibiranno più.
 
La giornata di domenica sarà sicuramente segnata dal passaggio dei Crocodiles, band di San Diego, la cui ultima fatica (Sleep forever, 2010) porta il marchio di James Ford dei Simian mobile disco e dall' Elettro-math-rock dei Battles, che ritornano a Napoli con un nuovo album, Gloss Drop, ma senza il capelluto Braxton che ha da qualche mese lasciato la band (un vuoto incolmabile). Ma la serata di domenica è ricca di sorprese: gli Hercules and Love affair, anche loro in giro con l'ultimissimo album Blue Songs - house-disco funkeggiante - e dulcis in fundo, per l'unica data italiana gli Underworld, la storica band inglese che ha prodotto la colonna sonora degli anni 90, non ha bisogno di ulteriori presentazioni.
 
Dal post-rock alla dance, dall'indie all'elettronica tutti ma proprio tutti troveranno pane per i propri denti.
 
Non ci sono buone ragioni per restare a casa questo week end.