domenica 29 gennaio 2012

Quel che fu l'ultimo disco dei Pink Floyd

Pink Floyd - The Division Bell


00:00 Cluster One
05:58 What Do You Want From Me
10:19 Poles Apart
17:23 Marooned
22:52 A Great Day For Freedom
27:10 Wearing The Inside Out
33:59 Take It Back
40:10 Coming Back To Life
46:31 Keep Talking
52:41 Lost For Words
57:56 High Hopes

L'ultimo album dei Pink Floyd è proprio questo, il 14esimo.
Nel 1994 i Pink Floyd ritornano sulle scene con un nuovo disco, a ben sette anni dal precedente A Momentary Lapse of Reason. Della formazione originaria sono rimasti in tre: David Gilmour, che dopo l'abbandono di Roger Waters è rimasto il leader indiscusso del gruppo, Nick Mason e Richard Wright, finalmente ritornato a pieno titolo. I tre si circondano di talentuosi collaboratori, tra cui i membri della band collaudata in occasione del precedente tour di fine anni ottanta, più qualche vecchia guardia come Dick Parry. Come il precedente disco, anche The Division Bell è stato registrato nello studio Astoria, di David Gilmour.
Il tema principale del disco è l'incomunicabilità tra gli individui, problema con cui tutti e tre i componenti avevano avuto, in qualche modo, a che fare tra cause legali sulla questione dei diritti sull'utilizzo del nome del gruppo e divorzi. Proprio su quest'ultimo aspetto, Gilmour, all'epoca, era molto sensibile in quanto reduce dal recente divorzio, dopo quasi 20 anni di matrimonio, con la ex moglie Ginger e dalla fresca relazione iniziata con la giornalista Polly Samson.
Fu proprio la nuova compagna del chitarrista a fornirgli lo spunto e lo stimolo per la stesura dei testi, spingendolo ad analizzare ed esternare le sue frustrazioni e i suoi sentimenti nei confronti degli ex compagni di gruppo. Sono, infatti, molti i riferimenti e, soprattutto, le frecciate rivolte a Waters (come in Lost for Words), alla sua progressiva chiusura verso il mondo e alla sua mania di protagonismo. Non mancano, inoltre, accenni al mai dimenticato amico Syd Barrett (come in Poles Apart).
La leadership di Gilmour è ormai acclarata e si manifesta nel co-autorato di quasi tutte le canzoni (alcuni testi delle quali furono scritti anche dalla compagna Polly Samson), ma, per la prima volta dopo molti anni, tutti e tre i componenti forniscono al disco la propria creatività musicale. È da segnalare, oltretutto, il ritorno all'interpretazione vocale di Wright (in Wearing the Inside Out), che mancava in voce in un album dei Pink Floyd dal 1973, come ulteriore testimonianza del rinnovato entusiasmo con cui i componenti hanno partecipato alla composizione.
Alcuni brani come Marooned, Keep Talking e High Hopes hanno trovato posto in Echoes: The Best of Pink Floyd, l'ultima raccolta in studio del gruppo inglese.
Nonostante alcuni critici abbiano storto il naso, l'album incontrò senza difficoltà un buon successo. Sfruttando l'onda del grande successo, i Pink Floyd danno luogo, l'anno successivo, alla ristampa digitale di tutti gli album della discografia ufficiale, facendo avvicinare le nuove generazioni al mito "floydiano". Da segnalare che High Hopes è entrata di diritto nel novero dei brani universalmente conosciuti dei Pink Floyd.
The Division Bell ha avuto decisamente maggiore successo rispetto ai due precedenti album pubblicati in passato (The Final Cut e A Momentary Lapse of Reason) ed è riconosciuto come uno dei migliori album del gruppo inglese.
Al momento attuale, The Division Bell rappresenta l'ultimo disco di inediti dei Pink Floyd.

E ora parliamo del disco:
data di uscita album 30 Marzo 1994

Prodotto da Bob Ezrin e David Gilmour
Mixato da Chris Thomas e David Gilmour

Formazione
David Gilmour - Chitarra e voce
Nick Mason - Percussioni
Richard Wright - Tastiere e voce

Jon Carin - Tastiere, sintetizzatore e programmazione
Guy Pratt - basso
Gary Wallis - percussioni
Tim Renwick - chitarre
Dick Parry - sax tenore
Bob Ezrin - tastiere e percussioni

Coro
Sam Brown, Durga McBroom, Carol Kenyon,
Jackie Sheridan e Rebecca Leigh-White
Registrazione e mixing diretto da Andrew Jackson
Orchestra diretta da Michael Kamen
Orchestrazioni di Michael Kamen e Edward Shearmur
Orchestra registrata da Steve McLaughlin presso: Astoria recording studio, London
Britania Row recording studios,Abbey Road recording studios, Metropolis studios e
The Creek recording studios (Tecnico Keith Grant)
Mixing assistito dall' EFOST monitoring system
Assistente tecnico all'Astoria Jules Bowen
Ringraziamenti :Polly Samson, Nick Laird,Clowes, Douglas Adams, Anthony Moore,
Stephen Hawking
Cover design - Storm Thorgerson
Sculture- Aden Hynes e John Robertson,da un disegno di Keith Breeden
Fotografi - Tony May, con Rupert Truman e Stephen Piotrowski
Grafici - Peter Curzon e Ian Wright
Illustrazioni - John Whitely and Sally Norris
Earth noises - G William Forgey
Supervisore generale degli strumenti- Phil Taylor
Tecnico delle percussioni- Clive Brooks
(Ringraziamenti a Paiste Cymbals e Drum Workshops L.A.)

Cluster One (Wright/Gilmour)
What Do You Want From Me(musica Gilmour,Wright;testi Gilmour,Samson)
Poles Apart (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson,Laird,Clowes)
Marooned (Wright,Gilmour)
A Great Day For Freedom (Musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
Wearing The Inside Out (Musica Wright;testi Moore)
Take It Back (musica Gilmour,Ezrin;testi Gilmour,Samson,Laird,Clowes)
Coming Back To Life (Gilmour)
Keep Talking (musica Gilmour,Wright;testi Gilmour,Samson)
Lost For Words (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)
High Hopes (musica Gilmour;testi Gilmour,Samson)

Masterizzato al Mastering Lab L.A. by Doug Sax e James Guthrie
Management - Steve O'Rourke, EMKA Productions, London



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