martedì 24 febbraio 2026

PETIZIONE NAZIONALE CONTRO IL RICORSO AL CONSILGLIO DI SSTATO DOPO SENTENZA DEL TAR SU AREA SAN FRANCESCO DI SAN DONATO MILANESE

 San Donato Milanese: la tutela del verde arriva al Consiglio di Stato. Una partita che riguarda tutta l’Italia
 
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 C’è una differenza sostanziale tra una scelta tecnica e una scelta politica.
Il ricorso al Consiglio di Stato contro una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale che impone il rispetto dei vincoli ambientali non è un atto neutro. È una dichiarazione di priorità.
A San Donato Milanese, nell’area San Francesco, la recente decisione del TAR ha riaffermato un principio elementare: la quota di verde fruibile prevista dalla convenzione urbanistica del 1993 deve essere rispettata. Non è un dettaglio burocratico. È un impegno pubblico. È un patto con la città.

 
La sentenza ha annullato la delibera del 2021 che autorizzava il progetto “Sport Life City” — arena, strutture sportive, funzioni commerciali — riportando l’area a “zona bianca” nel PGT. In termini urbanistici significa una sola cosa: si riparte da zero. Serve una nuova pianificazione.
Eppure l’Amministrazione ha scelto di impugnare la decisione davanti al Consiglio di Stato.
Non è solo una questione locale


Questa non è una vicenda che riguarda esclusivamente San Donato Milanese.
Se passa il principio che un’Amministrazione possa aggirare — o tentare di superare — una sentenza che tutela vincoli ambientali sottoscritti in convenzioni urbanistiche, il precedente si estende ben oltre i confini comunali.
La petizione promossa per fermare il ricorso non è quindi rivolta soltanto ai cittadini sandonatesi. È un appello a tutti i cittadini italiani.

 Firma la petizione Non è solo una questione locale Questa non è una vicenda che riguarda esclusivamente San Donato Milanese.
 Se passa il principio che un’Amministrazione possa aggirare — o tentare di superare — una sentenza che tutela vincoli ambientali sottoscritti in convenzioni urbanistiche, il precedente si estende ben oltre i confini comunali. La petizione promossa per fermare il ricorso non è quindi rivolta soltanto ai cittadini sandonatesi. È un appello a tutti i cittadini italiani. Perché il nodo è semplice: le convenzioni urbanistiche sono strumenti giuridici che regolano l’equilibrio tra interesse pubblico e intervento privato. Se quell’equilibrio diventa variabile, se gli impegni sul verde possono essere ridiscussi quando risultano scomodi, allora la tutela ambientale diventa negoziabile. E questo riguarda ogni città. Chiediamo all’amministrazione di: Rinunciare al ricorso al Consiglio di Stato. Confermare la tutela del verde nell’Area San Francesco secondo quanto previsto dalla convenzione del 1993. Avviare una riprogrammazione dell’area basata su rigenerazione, fruibilità pubblica e resilienza ambientale. Firmando questa petizione, confermiamo che il territorio è un patrimonio collettivo da gestire con responsabilità, coerenza e visione a lungo termine.
Perché il nodo è semplice: le convenzioni urbanistiche sono strumenti giuridici che regolano l’equilibrio tra interesse pubblico e intervento privato. Se quell’equilibrio diventa variabile, se gli impegni sul verde possono essere ridiscussi quando risultano scomodi, allora la tutela ambientale diventa negoziabile.
E questo riguarda ogni città.
Verde urbano: infrastruttura, non ornamento
Ogni metro quadrato impermeabilizzato produce effetti misurabili: aumento del rischio idraulico, incremento delle isole di calore, riduzione della capacità di assorbimento del suolo, perdita di spazi pubblici.
Il verde urbano non è arredo. È infrastruttura ambientale.
È mitigazione climatica, qualità dell’aria, salute pubblica, equilibrio idrogeologico.
In un Paese fragile come l’Italia, dove il consumo di suolo continua a crescere e il dissesto idrogeologico è una costante emergenza, sostenere che la rigenerazione debba prevalere sull’espansione non è ideologia: è buon senso pianificatorio.
Area San Francesco petizione contro ricorso del Comune di San Donato Milanese al Consiglio di Stato dopo la sentennza del TAR, una vergona. Soldi dei cittadini usatoi per eliminare vincoli ambientali

Rigenerare significa intervenire sull’esistente.
Significa aumentare permeabilità e alberature.
Significa progettare resilienza, non moltiplicare volumetrie.
Una scelta di coerenza istituzionale
Rinunciare al ricorso sarebbe un segnale chiaro su tre piani:
rispetto delle convenzioni urbanistiche sottoscritte;
coerenza istituzionale nei confronti delle decisioni della giustizia amministrativa;
visione di lungo periodo per una città adattiva e resiliente.
Non si tratta di essere contro lo sport o contro lo sviluppo.
Si tratta di stabilire quale sviluppo sia compatibile con gli impegni presi e con le esigenze ambientali del nostro tempo.
La petizione chiede:
il ritiro del ricorso al Consiglio di Stato;
la conferma integrale della quota di verde prevista dalla convenzione del 1993;
l’avvio di una nuova pianificazione fondata su rigenerazione, fruibilità pubblica e resilienza ambientale.

Difendere un principio, non solo un’area
Se la tutela del verde diventa subordinata alla pressione edificatoria, il messaggio è chiaro: gli accordi ambientali sono reversibili.
Se invece si afferma che un impegno pubblico va rispettato, si rafforza un principio di civiltà giuridica e ambientale.
San Donato Milanese è oggi un caso emblematico.
Ma la questione è nazionale.
Il territorio è un bene comune.
La sua difesa non è un’opzione politica: è una responsabilità collettiva.
E questa responsabilità riguarda tutti.
Link alla petizione:
https://www.change.org/p/fermiamo-il-ricorso-contro-la-tutela-del-verde-a-san-francesco-san-donato-milanese


RecSando Rete Civica di San Donato Milanese e del Sud Est Milano

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